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Sciopero della fame degli allevatori bufalini. "Silenzio della politica"

Prenderà il via mercoledì 18 maggio, a partire dalle 20, in occasione di un'assemblea pubblica nella sala consiliare del Comune di Casapesenna

"Dalla politica tutto tace e allora, come annunciato, riparte lo sciopero della fame". Così in una nota Gianni Fabbris, portavoce del Coordinamento unitario in difesa del patrimonio bufalino confermando che in queste ore "sono state assunte le decisioni operative per sostenere la nuova iniziativa del Movimento Salviamo le Bufale e che sta procedendo speditamente il lavoro organizzativo per attuarle". Tre gli obiettivi che si pone la mobilitazione partita oggi. Il primo è "sostenere ed estendere la campagna di informazione nazionale e internazionale perché i cittadini italiani ed europei sappiano la verità su quanto sta accadendo e sui rischi che corrono. La campagna "Ti piace la mozzarella? Allora salviamo le bufale!" sarà accompagnata da due petizioni. Quella già in corso al Presidente della Repubblica e quella che verrà lanciata nei prossimi giorni in 6 lingue diverse che chiede all'Europa di intervenire urgentemente". Il secondo obiettivo è quello di richiedere, con urgenza, un incontro ai ministri dell'Agricoltura e della Salute "perché rispondano alle richieste avanzate dal territorio e dagli allevatori". Richiesta accompagnata da un appello ai parlamentari e alle forze politiche perché "dicano una parola chiara su quanto sta accadendo nel Casertano". Il terzo obiettivo è tutto campano: ottenere dal governatore Vincenzo De Luca "le risposte che finora non ha dato" partendo dalla "sospensione del Piano per riaprire il confronto per la condivisione, riapertura del confronto direttamente in Presidenza, sostituzione della struttura degli esperti che ha già fallito nella gestione del vecchio piano e che non offre condizioni di garanzia per soluzioni efficaci e condivise". La mobilitazione partita oggi culminerà con una manifestazione a Roma nelle prossime settimane. Invitati a partecipare gli allevatori casertani ma anche tutti coloro che "si riconoscono nell'obiettivo di rivendicare con forza un modello agroalimentare fondato sulla conversione agroecologica, la valorizzazione e i diritti del lavoro, dei nostri allevatori, agricoltori e braccianti contro e oltre la deriva di un Made in Italy fatto di marchi speculativi e industriali che cancella la storia e le ragioni della nostra storia agricola".

Il nuovo sciopero della fame indetto dal Coordinamento unitario arriva dopo i ricorsi al tar contro il Piano della Regione Campania e prenderà corpo domani, mercoledì 18 maggio, a partire dalle 20, in occasione di un'assemblea pubblica nella sala consiliare del Comune di Casapesenna nel Casertano. Il nuovo sciopero della fame sarà realizzato direttamente da Gianni Fabbris, che oltre essere portavoce del Coordinamento unitario in difesa del patrimonio bufalino è anche presidente onorario nazionale di Altragricoltura e portavoce dell'Alleanza sociale per la sovranità alimentare. Fabbris sarà affiancato da una serie di allevatori che si alterneranno impegnando un vasto numero di imprese del territorio. Il "nostro obiettivo - spiega Fabbris - è riportare a serenità il rapporto fra istituzioni e allevatori ricostruendo un clima di fiducia e collaborazione venuto meno. Perché questo sia possibile occorre aprire un confronto vero e non quella pantomima che la Regione sta mettendo in scena chiamandola "comitato per la trasparenza". La fiducia si ricostruisce con la trasparenza e la responsabilità e riconoscendo che il vecchio piano ha fallito e il nuovo non può essere in continuità. Noi abbiamo responsabilmente e senza equivoci messo in campo le proposte di soluzione. Stiamo ancora attendendo le risposte".

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