Allarme cani randagi, gli animalisti: "Non abbiamo più fondi per salvarli dalla strada"

La presidente di Agriambiente, Vitale: "Il Comune deve iniziare a prendersi le sue responsabilità"

Sei segnalazioni al giorno, circa cinquanta a settimana. Sull'intero territorio aurunco (Sessa Aurunca città e le sue innumerevoli frazioni) vagano per strada circa un migliaio di cani randagi. "Perché queste povere creature devono morire in strada così? Sta diventando una situazione insostenibile perché noi non possiamo più far fronte alle segnalazioni e continue richieste". Parole piene di sconforto quelle di Teresa Vitale, presidente di Agriambiente associazione nazionale di guardie ecozoofile ed animalista 'missionaria'. "Il Comune di Sessa Aurunca deve iniziare a prendersi le sue responsabilità - afferma Teresa Vitale - Non abbiamo più fondi, non abbiamo più stalli per i randagi recuperati. Per anni abbiamo fatto il lavoro che doveva fare il Comune: salvare i cani dalla strada. Cani randagi essenzialmente docili ma il rischio che possano assembrarsi in branco e diventare potenzialmente aggressivi poiché spaventati è dietro l'angolo".

Benché le segnalazioni alle numerose volontarie sul territorio siano tante non si lesinano episodi di crudeltà assoluta come un cane impiccato a Rongolise frazione di Sessa Aurunca o gli episodi di avvelenamento seriale verificatisi nella frazione Lauro. Quest'ultima cittadina di pochi abitanti sta diventando una sorta di ricettacolo di randagi. "Dobbiamo arrivare alla crudeltà di Sciacca in Sicilia dove gli avvelenamenti sono all'ordine del giorno? - afferma Teresa Vitale - Eppure l'ufficio randagismo sul Comune di Sessa Aurunca è presente. Perché non è attivo? Perché è stata persa la possibilità di fare la convenzione con l'Asl per la sterilizzazione sul territorio? Avrebbe risolto gran parte il problema così come accade in altri Comuni della provincia di Caserta". 

Una cura per le anime di strada che sta diventando ingestibile per le solerti volontarie, considerando che una sterilizzazione si aggira sui 150 euro. "Al momento vengono sterilizzati i cani per i quali si ha una richiesta di adozione - sostiene l'animalista - Non possiamo sterilizzare tutti i randagi. Seppur lo volessimo, non abbiamo le risorse. Alcune delle volontarie hanno attivato presso le proprie abitazioni o su terreni di pertinenza degli stalli. Una donna a Fasani ad esempio accudisce circa cinquanta cani con le proprie forze. È una situazione davvero insostenibile. Chiediamo un incontro col sindaco Sasso volto alla risoluzione del problema. Che almeno ci aiutassero a sostenere le spese o ci dotassero di un terreno per creare un punto di primo ricovero. Nella nostra realtà cittadina ci sono molti terreni espropriati o confiscati alla camorra che potrebbero essere ripiegati per una buona causa".

Un'emergenza quella del randagismo che rischia di avere un triste epilogo se le istituzioni continuano a rimanere 'sorde'. "Attualmente sul territorio ci sono circa mille randagi ma considerando che ogni cucciolata può arrivare a circa 15 cuccioli ben presto questo dato crescerà a dismisura e l'amministrazione starà ancora passivamente a guardare?", chiosa Teresa Vitale.

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