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Venerdì, 1 Luglio 2022
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Allarme acqua, non ci sono fondi e uomini per un tavolo tecnico

L'assessore rifiuta la proposta dell'associazione 'Acquapulita'

Martedì, nella sede del Comune di Caserta, si è tenuta una riunione tra l’ingegnere Carmela Mucherino, assessore alla Transazione Ecologica ed Ambiente, con Nicola Santagata e Domenico Pennino, in rappresentanza dell’associazione “Acquapulita” che aveva richiesto tale summit.

Dopo una introduzione generale sulla problematica della purezza delle acque destinate al consumo idrico del casertano, Nicola Santagata ha focalizzato l’attenzione sulla condizione dei pozzi di alimentazione della rete idrica di Caserta come tema principale dell’incontro. In proposito ha fatto rilevare che nella maggior parte dei nove pozzi che concorrono all’adduzione di acqua, in vari punti della rete casertana, non risultano soddisfatte le condizioni di legge per garantire la purezza delle acque immesse in rete sia in termini di mancata realizzazione delle “fasce di rispetto” prescritte sia per la pericolosa vicinanza di parti della rete fognaria. Nonché, in alcuni casi, per la mancanza di vasca di clorazione, essenziale per contrastare i rischi di inquinamento. Per tali motivazioni ha chiesto di ricostituire un tavolo tecnico con tecnici del Comune di Caserta, la società di gestione dell’acquedotto e rappresentanti di Acquapulita, così come era stato fatto  nel 2019 con l’assessore dell’epoca De Michele.

Purtroppo, l’esito dell’incontro non è stato positivo. L’assessore Mucherino ha preso atto dell’importanza del tema trattato ma ha opposto la carenza delle risorse tecniche interne al Comune e la totale mancanza di risorse economiche comunali come motivazione per “rifiutare la costituzione del tavolo tecnico” ha spiegato Santagata. “Ha soltanto comunicato che, qualora nei finanziamenti connessi al PNRR per il Comune di Caserta passasse il progetto di rifacimento della rete idrica casertana, potrebbe inserire una riflessione sulla sistemazione dei pozzi idrici. Francamente, abbiamo avuto la sensazione che l’assessore sia in preda ad un “decisionismo esasperato” tutto focalizzato sulla realizzazione di alcuni progetti, soprattutto nel settore della gestione dei rifiuti, e ad una “eccessiva sicurezza delle proprie convinzioni tecniche” tale da non permetterle di valutare l’importanza politica del tema proposto e della necessità di preservare la salute umana attraverso la protezione delle acque potabili” ha concluso.

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