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Bruciato l'albero di Carlo Santagata: "Mortifica memoria nostro eroe"

I consiglieri di opposizione condannano l'episodio

L'opposizione consiliare di Capua condanna l'episodio dell'incendio ai danni del gelso a cui fu impiccato Carlo Santagata, eroe della resistenza. L’albero si trova in un tratto di strada di via Santa Maria Capua Vetere.

La minoranza consiliare composta da Annarita Vegliante, Fernando Brogna, Massimo Antropoli e Paolo Romano hanno condannato il vile atto che ha colpito uno dei simboli di Capua. "Auspichiamo che al più presto i delinquenti autori di un simile atto vengano assegnati alla giustizia. Capua ha un profondo legame con Carlo Santagata e con tutte le vittime della resistenza che hanno dato la loro vita in nome di un ideale. Il grave gesto mortifica la memoria di un eroe le cui gesta riecheggiano ancora nella nostra città”, si legge in una nota.

Anche il comitato provinciale dell’Anpi Caserta "esprime solidarietà e vicinanza agli antifascisti e alle antifasciste di Capua, agli iscritti e alle iscritte della locale sezione Anpi “Margherita Troili” per l’incendio che, nottetempo, infami ignoti hanno appiccato all’albero di gelso al quale fu impiccato dai nazisti il 5 ottobre del 1943, sedicenne, Carlo Santagata di Santa Maria Capua Vetere. Carlo, che dai fascicoli d'archivio viene definito una staffetta partigiana, è stato insignito della Medaglia d'oro al valor militare alla memoria perché “…pur reso edotto del pericolo cui andava incontro s'impegnava, da solo, in azioni di guerriglia contro truppe tedesche ripieganti tra Santa Maria Capua Vetere e Capua. Catturato dal nemico, seviziato ed impiccato immolava la sua giovane esistenza con serenità e virile coraggio. Luminoso esempio del tradizionale eroismo della gioventù italiana.” Condanniamo fermamente il vile e codardo gesto compiuto e auspichiamo che i responsabili siano identificati e assicurati alla giustizia quanto prima. Non possiamo, inoltre, accogliere alcuna derubricazione di un atto politico così grave, che ha severamente offeso la memoria dell’intera città di Capua. L’azione possiede una chiara valenza politica, inquadrabile in un più ampio contesto nazionale di attacchi alla memoria dei Partigiani e dei luoghi della guerra di Liberazione, come dimostrato da eventi simili verificatisi, in questi ultimi anni, in altre città italiane. Qualcuno vuole tentare di cancellare la memoria di chi si è ribellato alla sanguinaria dittatura nazifascista, attaccare il cuore antifascista della nostra Terra. Capua, la provincia di Caserta sapranno difendere la memoria dei suoi eroi. La vigilanza antifascista sarà continua e inflessibile. La memoria di una città non si brucia e non si cancella. Nessuno riuscirà mai a cancellare la memoria di Carlo, perché Carlo è e sempre sarà vivo nella città e nel cuore di tutti gli antifascisti e le antifasciste della provincia di Caserta. Quanto purtroppo accaduto testimonia la profonda esigenza di non arretrare mai nella difesa e nella memoria di quel sacrificio", scrivono gli attivisti in una nota.

Carlo Santagata, nato a Portici il 28 settembre 1927, si trasferì con la sua famiglia a Santa Maria Capua Vetere nel 1936. Qui, frequentò la scuola media in via Torre, oggi via Fratta. La sua brillante mente lo portò a iscriversi al liceo scientifico di Napoli, ma la guerra impedì il regolare svolgimento delle lezioni. Nonostante le avversità, continuò a coltivare il suo amore per la conoscenza come privatista. La sua giovane vita fu tragicamente spezzata il 5 ottobre 1943, quando, a soli sedici anni, venne ucciso da soldati tedeschi. Il suo sacrificio e il suo impegno nella lotta contro l'oppressione sono diventati un simbolo di coraggio e determinazione per la comunità di Capua.

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