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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
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Casal di Principe dice addio ad Agrorinasce: 16 immobili tornano al comune

L'amministrazione ha 'definito' i contenziosi accettando una transazione

Il Comune di Casal di Principe, guidato dal sindaco Renato Natale, è stato costretto a firmare una transazione per ‘fermare’ i contenziosi in essere con Agrorinasce. In questi ultimi anni l’Ente ha dato in concessione o in comodato ad Agrorinasce ben 16 immobili ma nel 2017 il consiglio comunale ha deciso di ‘alienare’ o trasferire le proprie quote di partecipazione (il 16,67%) agli altri Comuni. In pratica l’Ente aveva deciso di uscire da Agrorinasce. Solo che per svariati motivi fino al marzo 2021 non è stato possibile e quindi il Comune attraverso un atto notarile firmato dal notaio Giovanni Reccia ha inviato a Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, un atto ricognitivo di recesso. Quindi adesso il Comune è stato ‘obbligato’ a pagare 38.286,44 euro a titolo di costi per la gestione 2018 e 20mila euro a compensazione con il credito che il Comune ha maturato nei confronti di Agrorinasce. Restano a carico di Agrorinasce i costi di gestione del 2019 e degli anni successivi pari a 70.558,93 euro. La transazione prevede che però Agrorinasce rinunci a tutti i provvedimenti giudiziari contro l’Ente e che ovviamente restituisca entro 30 giorni tutti gli immobili occupati.

Ripercorrendo un po’ tutto l’iter bisogna sottolineare che iI Comune di Casal di Principe ha fatto parte sin dalla sua costituzione, unitamente ai Comuni di San Cipriano d’Aversa, Casapesenna, San Marcellino, Villa Literno e Santa Maria la Fossa, con una quota, pari al 16,67%, in Agrorinasce. La quota consortile versata dal Comune di Casal di Principe è sempre stata pari a 20mila euro. Con deliberazione numero 69 del 2 ottobre 2017 il Consiglio Comunale di Casal di Principe approvava, in ossequio a quanto disposto dal Testo Unico in materia di societa a partecipazione pubblica (D. Lgs. n.175/2016, art. 24), la ricognizione straordinaria di tutte le partecipazioni, dallo stesso possedute, alla data del 23 settembre 2016 e lo stesso Consiglio Comunale, individuata la quota di partecipazione detenuta dall’Ente Comunale nella societa partecipata Agrorinasce deliberava, altresi, di procedere alla redazione di un conseguente piano di razionalizzazione, entro il 31 dicembre 2017.

Tale piano di razionalizzazione prevedeva la liquidazione delle quote sociali ammontanti al 16,67 del capitale detenute dall’Ente.  In tale occasione, il revisore evidenziava che la società aveva un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti con un fatturato medio, nell’ultimo triennio, non superiore a un milione di euro. Rilevava, dunque, come, nonostante l’importanza dell’attività svolta per conto dei Comuni soci per la valorizzazione del patrimonio comunale e, in particolare, di quello confiscato alla camorra, sussistevano condizioni che rendevano obbligatoria la dismissione delle relative quote di partecipazione. Poi sono nati una serie di contenziosi con l’Ente perché in un primo momento le quote consortili di Casal di Principe dovevano finire nelle mani di Mondragone ma poi l’accordo non è stato poi mai concluso visto che l’Ente mondragonese vive il dissesto finanziario. Ecco quindi che adesso la giunta ci mette la parola fine con la ‘risoluzione’ di tutte le vertenze e gli immobili confiscati alla camorra passano nuovamente nelle mani del Comune.

“Tutti gli immobili torneranno nella disponibilità della nostra città - ha detto il sindaco Renato Natale - ed è un qualcosa sul quale stiamo lavorando da ormai più di 4 anni. E’ una scelta politica legittima di questa amministrazione – dice Natale – e che non accetto che estranei possano criticarla. Abbiamo preso una decisione che ritengo giusta e necessaria perché abbiamo dimostrato di avere le competenze e le capacità per poter gestire direttamente noi i nostri beni confiscati. Il Consorzio Agrorinasce è, secondo me, superato”. 

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