Agibilità negata alla parente del candidato sindaco: "Spero non sia persecuzione politica"

Dura accusa di Rosaria Monaco dopo che il Comune ha adottato provvedimenti contro il suo supermercato

Rosaria Monaco

“Si tratta di una persecuzione politica”: non usa mezzi termini Rosaria Monaco, cugina della moglie dell’avvocato Michele Apicella, candidato sindaco e oggi consigliere comunale di Trentola Ducenta, nel commentare la decisione dell’amministrazione comunale targata Sagliocco di sospendere la SCA (Segnalazione Certificata di Agibilità) di un suo locale commerciale.

In via Nunziale Sant’Antonio, in uno spazio di proprietà della Monaco S.r.l., sarebbe dovuto ‘nascere’ un Decò ma “tutto è stato bloccato senza giustificati motivi”. Una prima vittoria Rosaria Monaco già l’ha ottenuta visto che il Tar della Campania (sezione Ottava, presidente Francesco Gaudieri) ha sospeso il provvedimento del dirigente comunale ed ha fissato la trattazione nel merito per il 10 gennaio 2019. A cercare di fare un po’ di chiarezza in questa vicenda è proprio Rosaria Monaco che ricorda come “il 6 dicembre abbiamo fissato un sopralluogo nel mio locale commerciale ma quando sono giunti sul posto, il geometra Antonio Cerullo e il maresciallo Luigi Martino, si sono rifiutati di entrare nel locale. La loro decisione scaturiva dalla mancanza di documentazione. Nonostante però questa mancanza di documentazione mi riferivano di gravi problemi, senza mai specificare di cose si trattasse”.

Il locale commerciale “aveva già ottenuto l’agibilità in passato, ora dopo dei lavori all’interno (un semplice tramezzo) avevo richiesto una nuova certificazione ma da quel momento in poi ci sono stati una serie di problemi”. A partire da alcune denunce presentate dai commercianti della zona ‘contro’ il futuro Decò ma secondo Rosaria Monaco c’è ben altro: “Non vorrei pensare che si tratti di un accanimento politico contro la mia famiglia. Questo sarebbe gravissimo. Già lo scorso 7 dicembre ho chiesto, ancora una volta, che mi fossero elencate tutte le criticità del mio locale ma da quasi un mese non ho ancora avuto una risposta. Sono una persona perbene e voglio semplicemente delle risposte.

L’edificio è a disposizione degli uffici competenti, e qualora vogliano possono effettuare sopralluoghi in qualsiasi momento. Voglio solamente che si faccia chiarezza e che mi si dica, una volta e per tutte, cosa bisogna fare per ottenere l’agibilità”. Intanto il 10 gennaio si va in tribunale: e già lì potrebbero arrivare le prime importanti risposte.

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