"Minorenne pestato in centro, servono controlli ma l'amministrazione si nasconde dietro i pochi vigili"

Di Costanzo, presidente del Comitato 'No Movida Selvaggia': "Solo pochi interventi spot"

Di Costanzo presidente del comitato 'No Movida Selvaggia'

“Sono gravi le notizie sull’episodio di violenza avvenuto nel tardo pomeriggio di giovedì ai danni di un ragazzo che stava passeggiando in via Mazzini. Ma a noi del Comitato Vivibilità Cittadina, purtroppo, e ribadiamo “purtroppo”, non ci sbalordisce”. E’ quanto afferma in una nota Rosi Di Costanzo, presidente del comitato ‘No Movida Selvaggia’, che porta avanti battaglie da tempo nel cuore di Caserta. “Sono anni che interroghiamo, come Comitato, la pubblica Amministrazione al fine di ottenere un maggiore controllo del territorio - spiega Di Costanzo - Ogni anno, però, vediamo la situazione peggiorare nel disinteresse più totale della stessa amministrazione che liquida il problema lamentando la mancanza di disponibilità di fondi in merito all’assunzione di nuovi vigili e, quindi, si sente giustificata totalmente nel non poter intervenire in merito alla sicurezza, fermo restando qualche sporadico spot sempre preceduto da una pubblicità tale che ne inficia negativamente anche il risultato”. 

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“Purtroppo - aggiunge - c’è da dire, che una amministrazione, come la nostra, che svolge il proprio compito di guida della comunità senza controllo sui conti e gli obiettivi da perseguire, non potrà mai essere in grado di fungere da faro e guida sicura per i suoi cittadini. Ci domandiamo perché i consiglieri comunali, che pur hanno lavorato sodo, addirittura alcuni, durante il lookdown, invece di approvare un bilancio con debiti ormai ingestibili, non provano a capire perché dopo due dissesti continuiamo ad accantonare solo debiti e non si preoccupano dell’approvazione del Puc (piano urbanistico comunale), che viene tenuto da tempo gelosamente nel cassetto e priva la città di obiettivi chiari e precisi a tutti. Per ora siamo solo una città allo sbando, incapace di formulare politiche culturali e giovanili all’altezza delle sfide dei tempi che viviamo, spingendo i giovani all’ignoranza, all’alcolismo e al gioco d’azzardo”.

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