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Caos 118, il sindacato sbotta: “Solo 48 medici sono in servizio attivo”

L'Ugl rilanci anche l'allarme per le continue aggressione al personale sulle ambulanze

“Invochiamo l’intervento dell’esercito e della magistratura, ma non nelle guardie mediche o sul 118, bensì nelle Asl e in Regione e tra poco, se non si interviene presto per mettere fuori uso chi di tutto questo è il responsabile, anche al ministero della Sanità”. È un atto di accusa durissimo quello pronunciato dal segretario provinciale dell’Ugl Medici di Caserta, Luciano Gentile, dopo le ripetute e continue aggressione subite dal personale medico del 118 in Terra di lavoro.

Il sindacato si fa infatti portavoce di quello che viene definito un “grido di allarme”. “Questi uomini, queste donne, questi operatori – spiega Gentile - dovrebbero ogni giorno avere una medaglia, un complimento, magari un vitalizio! Sarebbe facile richiamare subito ’tolleranza zero’ o ‘esercito sull’autombulanza’, ma si può mai pensare che questi provvedimenti possano salvare vite umane e porre fine alla violenza che aumenta ogni giorno”.

Per Gentile si tratta di “una questione di soldi, o meglio di fondi”. “Come mai – si interroga il segretario Ugl - da circa 20 anni non si comprano più autombulanze nuove per il 118 e ci si affida a cooperative esterne per la modica cifra di 12.000euro al mese? Come mai per portare un’autombulanza da un meccanico ci si affida ad un servizio esterno mentre ci sono dipendenti che vengono pagati proprio per questo tipo di manutenzione? Come mai dai 178 medici del 118 siamo arrivati a 48 circa in servizio attivo, gli altri dove sono?”.

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