Aggressione nel bar della Movida, lo sfogo del proprietario: "La galera è il tuo posto"

Dura reazione del titolare del 'Lithium' dopo il raid notturno nel bar

L'aggressione all'interno del Lithium

C’è sconforto, rabbia e un senso di rassegnazione nelle parole di Filippo Suppa, il proprietario del Lithium di Maddaloni, il locale dove questa notte un balordo ha aggredito lui e i clienti seminando il panico. Per fortuna per le vittime della folle aggressioni sono arrivate solo lievi ferite e contusioni, ma a destare rabbia sono i grandi sacrifici ripagati con episodi simili.

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In un lungo post, condito anche dal video dell’aggressione avvenuta poco dopo le 2:30 di questa notte, Suppa esprime tutta la sua impotenza di fronte ad un caso assurdo: “Credi in ciò che fai e credi fortemente che con il lavoro, la gentilezza, un bel locale e straordinarie persone che lo frequentano riesci a cambiare qualcosa nel posto in cui sei nato e che vorresti semplicemente vedere simile a tante altre città. Fai investimenti importanti che non sai quando ti ripagheranno, scendi ogni giorno con motivazioni forti per difendere un'idea....sopporti il maleducato, il furbo, il camorristello, politici locali impegnati da anni a mangiare mentre tu investi, sopporti che non si venga considerati da nessun organo competente in grado di abbracciare e supportare la tua idea… Per due anni non vai in vacanza, sudi, lotti e cerchi continuamente nuove motivazioni che ti aiutino a resistere. Quest’anno, nonostante le difficoltà,  si va in vacanza. Torni con nuove idee dopo aver visitato posti nuovi, abbracciato culture diverse e con nuove e forti motivazioni, convinto di potercela fare. Stasera riapriamo tra l'entusiasmo di tanti amici e la voglia di rimetterci in campo subito… e poi… dopo una bellissima serata trascorsa insieme torni alla realtà, o alla realtà che ci stanno costringendo a vivere e non posso che ringraziare l'angelo che da lassù mi protegge. Ps. La galera e' il tuo posto da anni e come sempre dobbiamo essere noi cittadini a metterci la faccia e le pene”.

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