Giovedì, 28 Ottobre 2021
Attualità Marcianise

"Affitto negato perchè gay", ora l'azienda vuole trasferirlo

Il 30enne commesso in una catena d'abbigliamento: “Sono rimasto scioccato, in tanti anni vissuti fuori non mi era mai capitato. Ora ho urgenza di una casa”

“Scioccato. In tanti anni vissuti fuori non mi era mai capitato. Ora ho urgenza di una casa”. A parlare è Raffaele, il 30enne campano, commesso in una catena d'abbigliamento, a cui è stato negato di prendere in affitto un appartamento a Marcianise dopo che la proprietaria dell’immobile è venuta a conoscenza della sua omosessualità. 

“Sono rimasto di sasso quando mi è stata data la notizia che la proprietaria dell’appartamento non voleva più concedermelo in affitto perché sono gay - racconta il 30enne - L’agenzia invece si è sempre comportata molto bene con me ed ora ha interrotto qualsiasi rapporto con la signora che non voluto fare nessun passo indietro. Io sono un cittadino che lavora e paga le tasse eppure mi si negano dei diritti fondamentale solo perché sono omosessuale? Sono tornato da Milano per stare vicino alla mia famiglia in questo momento così difficile per tutti noi e questo mi viene negato. Ci sono rimasto davvero male perché in tanti anni vissuti tra Roma e Milano per lavoro una cosa simile non mi era mai accaduta. Fortunatamente ho trovato ospitalità per qualche giorno da una zia a Marcianise ma ho necessità di trovare casa".

La brutta vicenda, denunciata dal 30enne in un video pubblicato sui social, ha suscitato non poca indignazione da parte degli utenti del web ed ora "sembra che l'azienda per cui lavoro - afferma il 30enne - voglia trasferirmi a Napoli. Mi sono arrivate delle proposte di affitto, ma ora ho bisogno di qualche ora di tempo per capire se restare a Marcianise oppure andare Napoli. Ringrazio tutti coloro che in queste ore mi sono stati accanto ed hanno manifestato solidarietà per la mia vicenda". 

Uno dei primi ad interessarsi della vicenda è stato il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli che ha dichiarato: “Continueremo a seguire la vicenda e daremo a Raffaele tutto il sostegno possibile e lo aiuteremo a trovare casa, stanno arrivando diverse proposte. Per combattere l’omofobia serve una riforma culturale, sociale e giuridica. Siamo ancora troppo indietro e questa arretratezza culturale ci sta danneggiando anche economicamente. Un giovane lavoratore, che altrove è sempre stato trattato bene, torna nella sua terra ed è subito vittima di discriminazioni degne del medioevo culturale”.

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