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Il campo sportivo di Capodrise

Il campo sportivo di Capodrise

Affidamento dello stadio, dubbi sulla legittimità della procedura

Il bando in zona Cesarini fa infuriare l'opposizione: "Procedura poco chiara"

Un tentativo di recupero in zona Cesarini. A pochi mesi dalla scadenza del mandato, il sindaco di Capodrise Angelo Crescente ha fatto pubblicare un avviso finalizzato a ricevere manifestazioni di interesse per l’affidamento dell’impianto sportivo “Sant’Andrea”. L’avviso è aperto alle sole società e alle associazioni sportive dilettantistiche affiliate al Coni, che dovranno impegnarsi, nei prossimi 5 anni, a gestire e a riqualificare una struttura che lo stesso Crescente ha chiuso circa 10 anni fa e che da allora versa in uno stato di profondo abbandono.     

Le ire dell’opposizione 

L’avviso ha scatenato le ire dell’opposizione, che considera il campo sportivo la prova rivelata dell’incapacità di governare e il totale fallimento dell’era Crescente. I consiglieri di minoranza Filippo Topo, Annamaria Cipullo, Giuseppe Glorioso e Roberta Argenziano, in una nota, hanno ricordato che tutte le loro proposte, “finalizzate al ripristino delle funzionalità del campo sportivo facendo ricorso a finanziamenti sostenibili dal bilancio comunale, oppure a fondi nazionali e/o europei, sono state puntualmente respinte, vilipese e persino dileggiate, da Crescente”. Pertanto, “oggi, a pochi mesi dalla fine della consiliatura, ogni proposito assume un significato palesemente propagandistico. Sarebbe più corretto fermarsi e consegnare alla prossima amministrazione i progetti più impegnativi per la comunità”.

I dubbi di legittimità dell’avviso

Ma la minoranza va oltre ed esprime perplessità e sospetti sulla bontà dell’operazione. “La decisione è giunta improvvisa – rincarano Topo, Cipullo, Glorioso e Argenziano –, nelle solite forme poco trasparenti a cui ci hanno abituati”. E, in effetti, qualche dubbio di legittimità la procedura lo suscita. Nell’avviso è scritto, e non si comprende in virtù di quale norma, che alla concessione dell’impianto non si applichino le disposizioni del Codice degli Appalti. Non si capisce, poi, se si tratti di una semplice manifestazione d’interesse o di una gara d’appalto vera e propria, visto che i partecipanti, entro il 12 febbraio, sono obbligati a consegnare, a pena di esclusione, la documentazione amministrativa, l’offerta tecnica e il piano economico. Non sono chiari neppure i criteri di aggiudicazione e chi dovrà valutarli e, infine, perché il Comune abbia deciso di bypassare quello che dovrebbe essere un obbligo di legge: l’espletamento della gara su piattaforma digitale.

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