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L'aereo del Napoli è atterrato: festa grande a Grazzanise | FOTO

Migliaia i supporter azzurri che hanno salutato gli eroi azzurri di ritorno dalla trasferta di Udine

Per molti era la prima volta. E si sa, la prima volta non si dimentica mai. Grazzanise ha vissuto un pomeriggio di festa per l'arrivo del Napoli, rientrato da Udine con il tricolore cucito sul petto e atterrato sulla pista militare del 9° Stormo "Francesco Baracca". 

L'attesa

Già dall'ora di pranzo, nonostante il sole cocente, in tanti hanno affollato le due uscite dell'aeroporto militare entrambe presidiate da un imponente servizio d'ordine messo in campo da polizia e carabinieri. "Speriamo passino di qui", dice qualcuno nell'attesa. Si aspetta cantando a squarciagola i cori che hanno accompagnato il cammino azzurro verso la conquista del campionato. Tra un "sarò con te e tu non devi mollare" e un "la capolista se ne va" non manca un pizzico di nostalgia nell'intonare "Ho visto Maradona". Cori che tutti conoscono sia chi effettivamente ha potuto ammirare le magie del Pibe de oro sia i più giovani. Nella folla c'è Antonio, 30enne di Grazzanise. "Per me è il primo scudetto ed è davvero tanto - commenta - Da 10 anni seguo la squadra anche in ritiro a Dimaro". E proprio la scorsa estate, caratterizzata dagli addii di Insigne, Mertens e Koulibaly, "sono stato tra i primi contestatori della società. Fortunatamente mi hanno fatto ricredere", ammette. 

Adulti e bambini alla festa nella rotonda

Alla rotonda che conduce all'ingresso della base militare è una grande festa popolare a cui partecipano donne e uomini, adulti e bambini. Il piccolo Antonio, 12 anni, rivela che "stamattina abbiamo festeggiato anche a scuola. Ieri sera abbiamo fatto tardi con la sfilata ma oggi eravamo tutti in classe per far festa insieme". Per il 14enne Giuseppe, invece, "la vittoria dello scudetto è un'emozione inspiegabile". Poco più in là ci sono papà Gianluca ed il piccolo Benedetto che condividono la passione per i colori azzurri. "E' una passione che si tramanda di padre in figlio da generazioni - ci dice - Dal primo scudetto non è cambiato nulla: è sempre la stessa enorme emozione. Abbiamo vinto contro tutto e tutti". E non nasconde l'emozione nemmeno Vincenzo di Santa Maria la Fossa: "al 93° non si è capito nulla a casa mia. Non usciva nemmeno la voce per gridare dall'emozione. Domenica scorsa ero allo stadio per la partita con la Salernitana. Credevo di morire senza vedere questo giorno. Ringrazio mio padre che mi ha inculcato questa fede". 

Il Napoli atterra a Grazzanise

L'atterraggio

Intorno alle 15,30 l'aereo con a bordo il Napoli ha fatto capolino nei cieli di Grazzanise. Il tifo si è trasformato in torcida: si attendeva con la stessa passione di un calcio di rigore la discesa degli azzurri. Alle 15,57 il Boeing 737 7K2 ha toccato terra. Ad attendere gli azzurri i militari dell'Aeronautica ma anche il colonnello casertano Gianfranco Paglia che si è trattenuto con alcuni calciatori, tra cui capitan Di Lorenzo, e mister Luciano Spalletti. "Non potevo non essere presente a Grazzanise per accogliere i giocatori del Napoli e stringere la mano all'allenatore che ancora una volta ha dato una grande lezione di umiltà", fa sapere Paglia. "Ho fatto semplicemente il mio lavoro di allenatore, è Napoli con i suoi tifosi che merita lo scudetto per come ci ha supportato anche è soprattutto durante le sconfitte. La vittoria è tutta per loro". Semplici ma intense le parole di Spalletti che evidenziano l'umiltà di un vero vincente.

In taxi e bus verso Castel Volturno

Gli azzurri, alla discesa dall'aereo, a bordo di taxi e bus sono usciti dalla base militare alla volta del Konami Center di Castel Volturno. Qui ad attenderli c'erano 6mila tifosi in festa. Poco prima dell'arrivo del bus con i calciatori è giunto l'allenatore Spalletti a bordo di un pullmino, che riprendeva con un telefonino l'esultanza dei tifosi.

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