Emergenza acqua al carcere, Ciambriello: "Non si perda più tempo"

Il garante dei detenuti punta l'indice contro l'amministrazione comunale: "Nonostante il finanziamento l'allacciamento ancora non è stato realizzato"

Il carcere di Santa Maria Capua Vetere

Ancora emergenza idrica al carcere di Santa Maria Capua Vetere. A lanciare l'allarme è il garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello che ha invitato "la politica nazionale, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e i consiglieri regionali a seguire con attenzione questa criticità che lede i diritti delle persone diversamente libere. Accanto alla certezza della pena ci deve essere la qualità della pena, alla persona che sbaglia deve essere tolto il diritto alla libertà ma non il diritto alla dignità, alla tutela della salute. Non si perda più tempo".

"Dal 1996, anno di costruzione del carcere di Santa Maria Capua Vetere, non è ancora stato realizzato l’allacciamento per la rete idrica. Eppure la Giunta Regionale della Campania, nel 2016 ha stanziato un notevole finanziamento (circa 2 milioni di euro nda), consegnando tali risorse al comune di Santa Maria Capua Vetere - dice ancora Ciambriello - L’approvvigionamento di acqua al carcere è assicurato mediante l’utilizzo di acqua di falda e di un impianto di potabilizzazione spesso mal funzionante, che comporta la fuoriuscita di acqua gialla dai rubinetti, con conseguenti dermatiti e altri problemi di salute per i detenuti. Ogni giorno due autobotti portano l’acqua per la mensa dei detenuti e degli agenti, da decenni i detenuti usufruiscono gratuitamente dall’amministrazione penitenziaria di due bottiglie d’acqua minerale al giorno. Ho recentemente scritto, sia a luglio che ad agosto, all’amministrazione comunale di Santa Maria Capua Vetere per chiedere notizie sullo stato dei lavori, ancora non attuati dopo tanti anni, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Si coniugano indifferenza e inefficienza".

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