Il Comune abbatte i forni storici delle palazzine, presentato l'esposto al Prefetto | FOTO

Il movimento 'Oltre' denuncia la demolizione: "Progetto scellerato"

I resti del forno abbattuto a Mignano Monte Lungo

Una protesta arrivata fino al Prefetto di Caserta Raffaele Ruberto. È quella nata nei giorni scorsi a Mignano Monte Lungo per l’abbattimento dei forni, realizzati negli anni ’60, e che per decenni hanno consentito agli abitanti delle palazzine popolari di panificare.

A farsi portavoce è il coordinatore del movimento civico ‘Oltre’ Roberto Fanini, che ha scritto al Prefetto per denunciare quanto messo in atto dall’amministrazione comunale del sindaco Antonio Verdone, chiedendo di prendere iniziative in merito.

L’abbattimento dei forni in particolare era previsto nella delibera di giunta del 5 luglio scorso per la riqualificazione delle aree esterne agli alloggi di edilizia popolare della città e l’installazione di elementi di arredo urbano. Un caso subito sollevato dal movimento ‘Oltre’, con una Pec inviata ad agosto al sindaco. In risposta l’amministrazione aveva aperto ad un incontro chiarificatore, proposta accettata il 4 settembre dal movimento ma che non ha avuto seguito

Come denunciato nella lettera al Prefetto Ruberto, “nonostante il tentativo di arginare un progetto che definiamo “scellerato”, i forni in rassegna sono stati demoliti. Con un’azione furtiva e vigliacca, complice il clima di festa patronale che in questi giorni ha catturato l’attenzione dell’intera comunità, è stato posto in essere un atto vile che, in un batter d’occhio, ha cancellato anni di storia e tradizioni . E’ bastato il braccio di una gru per eliminare i ricordi comuni legati alle attività quotidiane che le nostre nonne prima e, le nostre mamme dopo, svolgevano nella spensieratezza e complicità di donne votate alla famiglia. E’ bastato un gesto insano per cancellare il ricordo, ancora vivido, dei profumi che quei comignoli, ormai inesistenti, diffondevano per tutto il quartiere. Il rammarico maggiore resta quello legato all’impossibilità, per i nostri figli, di conoscere una parte significativa della loro identità”.

Pur consapevole che “tutto è ormai irrimediabilmente compromesso”, scrive Forni nella lettera, il movimento fa appello al Prefetto “affinché valuti la possibilità di assumere ogni provvedimento in suo potere destinato a stigmatizzare l’operato posto in essere dal sindaco Verdone”.

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