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Coro Pd-Movimento 5 Stelle: "Fermate le ruspe"

Grimaldi e Sgambato invocano la sospensione dell'abbattimento. Anche Legambiente dalla parte di Natale ma "Demolizioni sono unico antidoto ad abusivismo"

Diventa un coro l'appello alla Procura per sospendere l'abbattimento di un immobile abusivo a Casal di Principe. Al sindaco Renato Natale, che si è dimesso come segno di lotta, si sono aggiunti anche il deputato del Movimento 5 Stelle Nicola Grimaldi, della presidente provinciale del Pd Camilla Sgambato e finanche dei vertici nazionali e regionali di Legambiente che, nonostante ritengano "sacrosanto" l'ordine di demolizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, chiedono comunque di rinviare l'esecuzione del provvedimento.

"Esprimo piena solidarietà e sostegno, in questo difficile momento storico di pandemia da CoVid-19, al Sindaco di Casal di Principe, Renato Natale - fa sapere Grimaldi in una nota - Chiedo nuovamente che il Governo Voglia disporre una proroga sulla vicenda degli abbattimenti degli immobili abusivi, ovvero di valutare positivamente anche alcune delle mie proposte emendative, presentate agli ultimi decreti- legge in conversione, dove ho chiesto di fissare una proroga fino al termine del periodo emergenziale per dare più tempo alle amministrazioni comunali, già oberate di lavoro, per assistere i cittadini in difficoltà. 
Spero che questo  mio appello venga accolto secondo buon senso e in ragione del valore sociale e del senso civico verso queste famiglie composte anche da minori, anziani e persone con  disabilità".
 
Sulla stessa lunghezza d'onda anche Sgambato che ha sottoscritto “l’appello rivolto dal senatore Sandro Ruotolo al Procuratore della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere affinchè conceda la proroga di 109 giorni al sindaco di Casal di Principe, Renato Natale, per consentire la ristrutturazione del bene confiscato alla camorra ma già destinato dal Comune alle due famiglie che abitavano nell’opera abusiva ora da demolire. Si tratterebbe di una decisione di buon senso che assicurerebbe alle famiglie con i 4 bambini di non finire per strada, ma anche alla comunità di Casal di Principe di non interrompere quel percorso di legalità avviato ed incarnato da Renato Natale, le cui dimissioni da Sindaco rappresentano un bruttissimo segnale per l’intero Paese Italia". 

Per Legambiente, infine, "le demolizioni degli immobili costruiti illegalmente sono l'unico antidoto, purtroppo assai poco utilizzato, alla realizzazione di nuove case abusive, che continua ad essere una piaga del nostro Paese, soprattutto nel Mezzogiorno. I Comuni possono, per legge, procedere all'acquisizione degli immobili abusivi a patrimonio pubblico, anche questa norma assai poco applicata, disincentivando così chi confida dell'impunità. Le situazioni di effettivo bisogno, per cui la demolizione della casa abusiva riguarda l'unica abitazione disponibile per il nucleo familiare, come nel caso al centro della protesta del sindaco di Casal di Principe, vanno valutate caso per caso, con il supporto dei servizi sociali, in modo da garantire un alloggio, anche se momentaneo, a chi ci viveva. Non è pensabile che a fronte di una grave carenza di case popolari e di edilizia sociale per chi non può permettersi di pagare un affitto secondo i prezzi di mercato, tale da determinare lunghe graduatorie soprattutto nelle aree metropolitane, che è la vera emergenza da risolvere, chi ha deciso di violare la legge, costruendosi una casa abusiva, approfittando anche dell'inerzia delle istituzioni, acquisisca una sorta di "priorità". Crediamo che vadano innanzitutto affermati i diritti di chi è costretto a coabitazioni in nuclei familiari numerosi, perché non ha un alloggio, di chi semplicemente rinuncia, per le stesse ragioni, a costruirsi una vita autonoma e non pratica la scorciatoia dell'edilizia illegale, spesso in mano alle mafie. Con queste indispensabili premesse, Legambiente si associa alla richiesta di sospendere momentaneamente l'esecuzione della sacrosanta ordinanza di demolizione dell'immobile abusivo emessa dalla magistratura, augurandosi che venga quanto prima predisposto un Piano nazionale di lotta all'abusivismo edilizio,  così da affiancare al lavoro della magistratura, impegnata a ripristinare la legalità in territori dov'è stata dimenticata,  quello delle Prefetture,  con l'effettiva attuazione della norma sui poteri sostitutivi in caso di inerzia dei Comuni,  delle amministrazioni locali maggiormente colpite dal fenomeno del mattone illegale. Senza scorciatoie e condoni più o meno mascherati. Le norme per affrontare e risolvere questo endemico problema vanno completate e rafforzate, così come devono essere garantite sia le necessarie risorse per effettuare le demolizioni sia l'obbligo di utilizzarle da parte dei Comuni", dicono in una nota congiunta Stefano Ciafani e Mariateresa Imparato, rispettivamente presidente nazionale e presidente regionale di Legambiente. 

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