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Le terme romane diventate luogo di prostituzione

Calvi Risorta - L'area archeologica dell'Antica Cales è videosorvegliata. Sono state messe le telecamere in entrata al Cardo Massimo e sugli scavi, per monitorare l'ingresso al sito 24 ore su 24. Questo è stato detto lo scorso gennaio in occasione...

L'area archeologica dell'Antica Cales è videosorvegliata. Sono state messe le telecamere in entrata al Cardo Massimo e sugli scavi, per monitorare l'ingresso al sito 24 ore su 24. Questo è stato detto lo scorso gennaio in occasione di un convegno voluto dall'Archeoclub Cales sull'antica Cales.

In realtà, oggi, non tutti i siti archeologici sono adeguatamente vigilati e sorvegliati. Le Terme del Foro, (dette anche Terme Centrali), ad esempio, risalenti al I sec. a. C. sono diventate un vero e proprio luogo di meretricio. Eppure le Terme romane di Calvi costituiscono, dopo le terme di Mercurio a Baia, che però sono più recenti ed accanto al nucleo più antico delle terme Taurine presso Centumcellae, il più grandioso complesso termale repubblicana finora conosciuto.
"Dietro alle Terme, ha detto Giovanni, un contadino di Calvi, ormai si intrattengono le prostitute nelle macchine dei clienti. Anzi, il via vai delle macchine, ha aperto una vera a propria strada sterrata tra la vegetazione che porta proprio dietro alle Terme Centrali, in pieno Foro, dove le prostitute concedono le loro grazie. Una circostanza questa che la videosorveglianza, se fosse veramente efficace, dovrebbe segnalare ed evitare". E così, mentre le associazioni archeologiche calene tentano di dare un po' di lustro a ciò che rimane del povero parco archeologico dell'Antica Cales, i clienti si soffermano tra i monumenti per affrontare il problema del degrado da altri punti di vista, meno idealistici e più concreti. Certo, non è facile evitare il fenomeno della prostituzioni nei siti archeologici, (nonostante qualche sindaco coraggioso ha cercato di multare le macchine dei clienti), ma almeno si potrebbero salvaguardare i monumento, il cui accesso può essere permesso solo con il permesso della Sovrintendenza archeologica. Fa sorridere, per esempio, notare che viene impedito l'accesso all'Anfiteatro o alla Grotte dei Santi alla associazioni archeologiche e culturali di volontariato, mentre vengono tollerate, senza particolari problemi, altre visite, con altre finalità e per giunta a pagamento. Se non si interviene, invece, anche su questi altri monumenti caleni (Terme e Anfiteatro), forse meno noti, ma certamente non meno importanti del Teatro, i pochi ruderi rimasti saranno distrutti dalla vegetazione spontanea e dalla stessa mano dell'uomo interessata più ad altro che all'archeologia calena. Eppure le terme Centrali di Cales, oggi diventate luogo di prostituzione, hanno una ben diversa origine e funzione. Le Terme del foro di Cales si trovano proprio di fronte al Teatro, a breve distanza dall'incrocio tra il decumanus maximus ed il cardo maximum. I poveri ruderi giacciono ora dimenticati, sommersi dai rovi e confusi col silenzioso paesaggio della campagna calena, sebbene nel lontano 1961 fossero stati oggetto di scavi sistematici ad opera dell'allora Soprintendenza alle Antichità della Campania. Lo scavo parziale del monumento ha mostrato la suddivisione degli ambienti su tre file. Un lungo corridoio che si apre su un decumano lastricato in selce, conduce all'apoditerium dalle pareti lunghe ornate da otto semicolonne in laterizio. Sui lati corti dell'ambiente vi era una fila di tre colonne allineate alle semicolonne estreme. Dall'apoditerium si accedeva al calidarium che per le strutture in ottimo opus latericium risulta aggiunto nel I sec. d. C. Di lì si entrava nel tepidarium e poi si accedeva in un ambiente a pianta quadrata, con probabile funzione di vestibolo. Un tempo, quindi, la parte originaria della fronte rivolta verso il cardo maximus, in opus quasi-reticulatum di calcare e tufo, era ornata da semicolonne in laterizio con basi di tipo attico e capitelli ionici che reggevano l'architrave oggi scomparsa, come le colonne e le semicolonne. Eppure i paramenti in opus quasi-reticulatum delle terme calene, associati ad ammorsature trovano confronto nel teatrum tectum di Pompei datato verso 1'80 a. C. Quindi, le Terme centrali di Cales, sono databili al I sec. a. C. e costituiscono, il più grandioso complesso termale repubblicana finora conosciuto e recentemente adattato a Drive in.

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