Danno da stress per disservizio dell'ufficio postale

Letino - La legge 3 dicembre 1971, n. 1102 "Nuove norme per lo sviluppo della montagna", pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 23/12/1971, all'art. 2 recita così:La presente legge si propone: di concorrere, nel quadro della programmazione...

La legge 3 dicembre 1971, n. 1102 "Nuove norme per lo sviluppo della montagna", pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 23/12/1971, all'art. 2 recita così:La presente legge si propone: di concorrere, nel quadro della programmazione economica nazionale e regionale, alla eliminazione degli squilibri di natura sociale ed economica tra le zone montane e il resto del territorio nazionale, fornire alle popolazioni residenti nelle zone montane, riconoscendo alle stesse la funzione di servizio che svolgono a presidio del territorio, gli strumenti necessari ed idonei a compensare le condizioni di disagio derivanti dall'ambiente montano; favorire la preparazione culturale e professionale delle popolazioni montane.Belle parole solo su carta.
Si segnala che, ormai da diverse settimane, il Comune di Letino, piccolo comune montano della provincia di Caserta, situato alle falde del Massiccio del Matese è oggetto di un grave disservizio da parte di Poste Italiane spa.
Il disservizio nella consegna della posta (inspiegabile in una società come la nostra), provoca seri danni alla popolazione, basti pensare, solo per citare qualche esempio: al mancato recapito delle bollette/utenze, con conseguenti danni economici quali interessi di mora, penali, etc. e come già avvenuto in qualche caso, con il preavviso distacco dell'utenza per morosità. Al mancato recapito di riviste quotidiani e periodici per le quali si è regolarmente corrisposto il prezzo dell'abbonamento.
Molti cittadini stufi di questa situazione, hanno contattato i responsabili zonali di Poste Italiane S.p.A. al numero affisso presso il locale Ufficio Postale, per chiedere spiegazioni sul ritardo nella consegna della corrispondenza e, gli è stato risposto che il problema non esiste, addirittura a qualcuno è stato risposto in modo molto arrogante: "se lei ha ricevuto la posta si faccia i fatti suoi e non si preoccupi degli altri". Un dirigente di un azienda pubblica, di questi tempi, non può permettersi, anche con ragione, di rispondere in questo modo.
Per dovere di cronaca si ricorda che la Corte di Cassazione, in una recente sentenza, ha ritenuto che l'omessa consegna (rectius il trattenimento illecito della posta senza un ragionevole motivo) viene punita dal legislatore a prescindere dal finalismo soggettivo (prendere cognizione della corrispondenza o permettere ad altri di farlo) del soggetto agente.Inoltre, come già anticipato da parte della giurisprudenza, si è dentro al perimetro della soppressione di corrispondenza non solo laddove quest'ultima sia stata materialmente distrutta, ma anche ogni volta che il destinatario venga privato per un apprezzabile periodo di tempo della corrispondenza a lui diretta.
Tale ultima asserzione prende le mosse dalla privazione di valore che subisce la corrispondenza a seguito dell'arresto arbitrario della spedizione, capace di azzerare la funzione stessa della comunicazione tra mittente e destinatario. In altri termini, secondo la Corte romana, se l'effetto è il medesimo, il reato sussiste in entrambe le ipotesi.Nel caso il disservizio perduri, l'intera popolazione si riserva, senza ulteriore avviso, di sporgere denuncia/querela affinché si proceda nei confronti dei responsabili, chiedendone espressamente la punizione a norma di legge per il reato di "interruzione di pubblico servizio" e/o per tutti gli altri reati che l'autorità giudiziaria intenderà ravvisare nei fatti sopra esposti.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Pizzo e droga, 49 indagati. Ci sono un poliziotto ed Ivanhoe Schiavone

  • Travolta sulla provinciale: morta studentessa 24enne | LE FOTO

  • Dramma all'alba, muore noto avvocato

  • Sequestrati 200 kg di prodotti in un bar-pasticceria

  • Trovato morto in casa: è stato ucciso a coltellate

  • Gas dei Casalesi, 4 pentiti provano ad inchiodare i manager della Coop

Torna su
CasertaNews è in caricamento