Domenica, 13 Giugno 2021
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E se i commercianti di Caserta provassero ad abbassare i prezzi?

Caserta - Faccio un solo esempio per capirci. Ho bisogno di una giacca e vado in un noto negozio di Corso Trieste e chiedo di una giacca invernale di velluto a coste. Prezzo 500 euro. Un buon capo, prodotto industrialmente da una notissima marca...

Faccio un solo esempio per capirci. Ho bisogno di una giacca e vado in un noto negozio di Corso Trieste e chiedo di una giacca invernale di velluto a coste. Prezzo 500 euro. Un buon capo, prodotto industrialmente da una notissima marca. Mi sembra francamente cara e mi porto con una certa riluttanza all'Outlet La Reggia a Marcianise. Tutti ne vanno pazzi. Chissà perché mi chiedo. Vado. Trovo un noto sarto napoletano che ha messo lì un laboratorio. Chiedo quanto mi verrebbe a costare una giacca in velluto fatta su misura. Il commesso mi prende le misure, mi invita a sfogliare un immenso catalogo con stoffe di Ermenegildo Zegna. Dopo aver scelto, mi informa che, viste le richieste potrà soddisfare la mia dopo circa un mese. Dico che mi sta bene e chiedo finalmente di sapere quanto mi verrà a costare: 450 euro ma mi farebbero pure uno sconto se mi faccio anche un paio di pantaloni.
Voglio capire di più. Perché questa marea di gente all'Outlet di Marcianise? Mia moglie, frequentatrice insieme alla figlia del posto mi spiega. E' un posto culturalmente misero. Qui si viene per spendere e non per pensare. Non si vendono, infatti, né libri né giornali. Però? però, il posto è sicuro, posteggio certo lontano ma gratis e custodito; spazi giochi per i bambini, silenzio, senti gli odori dei molti ristoranti, pizzerie, cioccolaterie, ecc. un buon arredo "urbano", bagni pubblici gratis e addirittura puliti (ogni 20 minuti vi è un addetto preposto alla pulizia); sorveglianza continua nella "città" del consumismo nostrano.A guardare bene, tolta l'umanità, la cultura e il buon gusto, l'Outlet di Marcianise non sembra altro che il nostro vecchio, abbandonato e trasandato e sottovalutato centro storico. Questa è la storia.
I nostri commercianti a Caserta, almeno quelli veri, insomma quelli dove la merce si vende sul serio, applicano un'altra politica: guardano ai "polli" della provincia che vengono a comprare nella "capitale" e per farsi anche una passeggiata e mangiare una pizza. Questi, evidentemente, bastano e avanzano per i loro portafogli e al diavolo la Reggia, i turisti, l'università e le migliaia di studenti. E al diavolo anche i casertani che, a parte quelli che comprano a rate per essere a la page, il resto si arrangia al mercato bisettimanale o, appunto, all'outlet di Marcianise o al Centro Commerciale Campania. Ma per questo tipo di politica commerciale dello scappa e fuggi occorre l'anarchia o meglio la libertà di fare i propri comodi a dispetto dei bisogni di tutti. Che se ne importano i commercianti casertani di effettuare un servizio di consegna a domicilio, di realizzare depositi comuni o di depositare gli imballaggi negli orari prestabiliti e che, invece, regolarmente abbandonano a tutte le ore sui marciapiedi senza avere la decenza almeno di piegarli? Loro, come i cavaioli hanno solo tolto alla città e mai dato niente ma pretendono dai pubblici poteri che tutto si faccia per soddisfare i loro bisogni.

Allora mi chiedo ma quei progetti di arredo tante volte ricordati dal vuoto a perdere sindaco di Caserta che fine ha fatto? E' quel "grande" progetto di arredo urbano del centro storico proposto dai commercianti e dalla Camera di Commercio, mi pare per circa 4-500 mila euro dove sta? Perché non lo hanno realizzato? Allora era tutto un bluff. Adesso questi signori (ma non sono tutti i commercianti, è bene ricordarlo) si permettono di ricattare, alzare la voce e pretendere di eliminare la ZTL (una specie di finta isola pedonale dove non possono passare le automobili senza permesso - mi pare io e un vigile in tutta la città! Basti contare in 60 secondi quanti automobilisti passano quando i varchi sono attivi!). Ma che città è la nostra? Andate a vedere (sia pur virtualmente) l'isola pedonale, non la ZTL di Caserta, ma di Marrakech (Africa!) o di Granada, o di Istanbul o le migliaia di isole pedonali nei centri storici del nostro Paese (da Siena a Brindisi, da Ferrara a Salerno).
La verità è che quei quattro-cinque commercianti di Caserta che tengono in mano la gran parte delle licenze di questa città (per le nuove c'è una specialissima e unica procedura in questa città!) credono di sentirsi i padroni del vapore poiché possono tranquillamente alzare la voce contro un'amministrazione che naviga a vista e che ha dimostrato nei fatti di non avere un progetto di città e nessuna prospettiva culturale con un'opposizione che quando non è finta è inerme o incapace.

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