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Calano i senzatetto, a Milano il 15% in meno rispetto al 2013

(Milano) Diminuiscono i senzatetto in città. In base alle rilevazioni effettuate dal Comune di Milano sono 2.263 i senzatetto registrati e di cui è certificata la "presenza" sul territorio: 1.766 (1.545 uomini e 221 donne) risultano attualmente...

(Milano) Diminuiscono i senzatetto in città. In base alle rilevazioni effettuate dal Comune di Milano sono 2.263 i senzatetto registrati e di cui è certificata la "presenza" sul territorio: 1.766 (1.545 uomini e 221 donne) risultano attualmente accolti presso le strutture messe a disposizione per l'emergenza freddo (a cui vanno aggiunti circa 600 profughi "in transito" dalla nostra città), 497 risultano essere seguiti per strada dalle unità mobili diurne e notturne e dal Pronto soccorso sociale.Il numero totale racconta, per la prima volta dal 2011 a oggi, un calo significativo della presenza dei cittadini senzatetto nel nostro territorio: si tratta di circa il 15 per cento in meno.Nel 2013 infatti il dato ritenuto più attendibile era quello riferibile al censimento realizzato dalla Fondazione De Benedetti di concerto con il Comune e il Terzo settore.
Esso vedeva, a seguito di un'azione di monitoraggio svolta tra febbraio e marzo, in 2.637 il numero dei cittadini senza dimora presenti nel territorio milanese (2.106 in struttura, 531 in strada).Al momento della realizzazione del censimento le persone ospitate nelle strutture erano 2.106 e 531 risultavano invece essere quelle presenti in strada. Ma nel mese più freddo, quello di gennaio, la valutazione del Comune visti i cittadini senzatetto inseriti nei centri di accoglienza era di una presenza maggiore, poiché in alcune nottate la presenza, nei centri, aveva superato "quota 2.500". Un dato ritenuto in linea secondo le stime interne all'Amministrazione con la presenza di senzatetto in città registrata negli anni 2011 e 2012. Quest'anno il numero di 2.263, frutto del monitoraggio svolto da Comune e Terzo Settore è ritenuto attendibile, anche a fronte di una forte identificazione 'personale' dei soggetti monitorati.Per ogni cittadino ancora presente in strada si è infatti disposta una 'pseudo' identificazione capace di comprendere se si tratti sempre dello "stesso" senza dimora.
"Tutto ciò non vuole ovviamente dire che il 'censimento' realizzato sia perfetto", spiega l'assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino. "È nota la componente di 'invisibilità' potenziale data dalla presenza in giardini o aree dismesse. Le nostre sono stime che indicano una tendenza, sappiamo bene quanto sia difficile leggere in modo indiscutibile il fenomeno dei senza dimora. In noi inoltre non vi è nessun tipo di trionfalismo. Dietro la flessione del numero dei senzatetto ci sono certamente sicuramente svariate cause. Tuttavia non possiamo non registrare con soddisfazione il fatto che per la prima volta si registri un'indubbia inversione di tendenza". "Aggiungiamo - prosegue l'assessore Majorino - che pur mettendo già oggi a disposizione più di 2.500 posti per i senzatetto e profughi nei prossimi giorni raggiungeremo, come lo scorso inverno, solo considerando i primi, 2.700. Questo perché da una parte vogliamo non farci tradire dal dato sin qui registrato, dall'altro sappiamo che l'assenza di strutture d'accoglienza in Lombardia può far crescere i numeri del bisogno". "Insistiamo dunque sul doppio binario che ci ha consentito di creare un sistema unico in Italia - conclude Majorino - che da oggi si fonda anche sulla prima mappa condivisa del posizionamento prevalente dei senzatetto in città. Accoglienza nei centri e assistenza grazie alle unità mobili verso gli 'irriducibili' che rifiutano le nostre proposte. Inoltre proseguiamo con le azioni di sostegno al reddito contro le povertà che hanno visto il Comune impiegare 102 milioni di euro dal 2011 ad oggi".
Il Centro Aiuto della Stazione Centrale oltre a fornire il numero dei senzatetto effettivamente ospitati ha individuato la localizzazione di tutti coloro che, noti ai servizi, dormono per strada. Dalla mappa realizzata emerge una maggiore concentrazione nelle aree centrali e semiperiferiche della città, con particolare presenza nei dintorni delle stazioni ferroviarie.Riguardo alle persone accolte il 68 per cento, prima dell'inizio del Piano invernale il 15 novembre, disponeva dell'accoglienza notturna presso un altro centro o presso case private (amici, conoscenti, parenti?). Il 32 per cento viveva invece per strada. Quest'anno infine all'apertura del Piano il 15 novembre non si sono create liste di attesa per l'accesso alle strutture.I senzatetto milanesi sono per l'87 per cento uomini e per il 13 per cento donne. Questo dato ha subito delle variazioni significative nell'ultimo anno: le donne l'anno scorso erano l'8 per cento.
Età. Il 28,2 per centro ha tra i 40 e i 49 anni, il 23 per cento tra i 50 e i 59, il 18,3 per centro tra i 30 e i 39 anni, il 16,1 per cento tra i 19 e i 29 anni, il 13,4 per cento più di 60 anni: complessivamente un senzatetto su due ha un'età tra i 40 e i 60 anni. Rispetto agli ultimi tre anni sono diminuite le fasce tra i 18 e 29 e i 30 e i 39 anni a fronte di un aumento delle fasce più anziane.
Stato civile. Guardando allo stato civile il 75 per cento degli uomini e l'80 per cento delle donne sono single. Per gli uomini il 24 per cento è coniugato, il 15 per cento separato o divorziato, il 2 per cento vedovo. Il 58 per cento risulta è celibe. Nel caso delle donne il 37 per cento e nubile, il 20 per cento coniugata, il 24 per cento divorziata o separata, il 17 per cento vedova.
Nazionalità. Rispetto alla nazionalità i senzatetto sono per due terzi stranieri. Gli italiani sono il 28 per cento, un dato in crescita rispetto agli anni passati. Se nel caso di stranieri e italiani la maggioranza è formata da uomini (91 per cento italiani, 93 per cento stranieri), tra gli italiani le donne hanno una presenza percentuale maggiore rispetto alle straniere (9 per cento italiane, 7 per cento straniere).

Reddito. Di tutti i senzatetto il 12 per cento dichiara di avere un reddito; mentre l'88 per cento afferma di essere senza alcuna fonte di sostentamento.Residenza. Rispetto alla residenza solo il 50 per cento ha una residenza a Milano. Nella quasi totalità si tratta di residenze in abitazioni ormai abbandonate. Circa il 22 per cento sono residenti fuori Milano (Lombardia 10,2 per cento e Italia 11,9 per cento). Il 28 per cento circa è privo di residenza: molti l'hanno persa a seguito del censimento anagrafico o in quanto residenza "fittizia" poi scaduta.
Per strada. Rispetto ai 497 senzatetto che dormono per strada, il 91 per cento sono uomini e il 9 per cento sono donne (si trovano per strada insieme al compagno e o amiche e amici). L'80 per cento ha rifiutato la sistemazione in un dormitorio e il 20 per cento ha problemi di salute fisica, disagio mentale e dipendenza da alcol o sostanze stupefacenti. Tra gli aiuti forniti dalle unità mobili: cibo, coperte e sacchi a pelo, orientamento ai servizi e ingresso nei dormitori. Riguardo all'età il 38 per cento ha tra i 40 e i 50 anni; il 26 per cento tra i 18 e i 26 anni, il 18 per cento tra i 30 e i 40 anni e più di 50 anni. Il 30 per cento sono italiani.

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