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Save the Children presenta il dossier LIsola che non sara'

Caserta - Con un nutrito gruppo di testimonial, il dossier L'Isola che non sarà" e una nuova ricerca su "Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani" parte la campagna Allarme Infanzia (www.allarmeinfanzia.it). Stunt a Napoli, Caserta...

Con un nutrito gruppo di testimonial, il dossier L'Isola che non sarà" e una nuova ricerca su "Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani" parte la campagna Allarme Infanzia (www.allarmeinfanzia.it). Stunt a Napoli, Caserta, ad Ascea Marina e vetrine allestite nel centro città.
E' un vero e proprio furto di futuro quello in corso ai danni dei bambini, adolescenti e giovani che vivono in Italia. La povertà, nelle sue varie forme - sociale, economica, d'istruzione, di lavoro - li sta colpendo come non mai derubandoli di prospettive ed opportunità. E con il futuro di chi è giovane oggi, si sta disintegrando il futuro dell'Italia tutta. Occorre dare l'allarme.
Le evidenze del dossier sembrano trovare rispondenza anche nella ricerca "Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani", attraverso la quale l'organizzazione ha voluto interpellare anche i genitori della Campania, per capire il loro punto di vista sulla situazione attuale, sull'impatto della crisi economica, su quello che si aspettano dal domani.Il futuro visto con gli occhi dei genitori campani non sembra così roseo: ben il 32% ha paura che i propri figli incontreranno molte difficoltà in più rispetto alle proprie: il 3% ha addirittura molta paura che non ce la faranno. E solo il 17% degli adulti pensa che i propri figli riusciranno a realizzare i propri sogni e ad avere una vita migliore della propria.Un futuro anche lontano e altrove geograficamente: il lavoro dei sogni - lo dichiara il 18% di madri e padri - potrebbe richiedere il trasferimento all'estero, visto come opportunità (14%) o come ripiego (4 %). Ma il lavoro dei sogni potrebbe anche restare un sogno: "con la situazione che c'è dovranno considerarsi fortunati se avranno un lavoro", dice il 29% dei genitori campani.
Il 66% dei genitori dichiara che la crisi ha avuto un impatto sulla vita familiare costringendoli a una serie di rinunce e riduzioni: spese per il tempo libero nella gran parte dei casi (così si esprime l'83% dei genitori) e per acquisto di vestiti, scarpe e accessori (83%), o la spesa alimentare 33%. Ma la crisi limita anche importanti opportunità educative e di crescita: attività ricreative o sportive (55%), l'acquisto di libri (23%) e la partecipazione alle gite scolastiche (31%).E uno smacco per tanti genitori, eco di un passato che sembrava alle spalle, è l'ammissione - per il 29% di madri e padri campani - di non poter pagare l'università ai propri figli, i quali dovranno trovarsi un lavoro per contribuire alle spese (secondo il 20% dei genitori intervistati), oppure bisognerà fare un prestito (9%). Rispetto alla chiusura degli studi con il ciclo secondario superiore, pensano che i propri figli si fermeranno alla maturità il 12% dei genitori campani mentre una percentuale residuale del 3% pensa che i propri ragazzi non andranno oltre la terza media.

Ma oltre all'istruzione, sembra delinearsi un impatto della crisi che colpisce anche la cultura e l'ambiente sociale. Secondo i genitori i propri figli vanno al cinema meno frequentemente di quanto desidererebbero, a causa del costo del biglietto (50%), o perché sempre più sale chiudono come segno della difficile fase economica (10% la pensa così). Per porre un freno al caro libri (percepito dal 28% dei genitori), la biblioteca si propone come soluzione prevalente adottata dai figli "divoratori" di letture ( lo dichiara il 16% dei genitori), ma il 13% dichiara che ce ne sono sempre meno. Allarmante, ma probabilmente segno di una crescente e dilagante "povertà di cultura", il fatto che il 17% dei genitori in Campania dichiara che i propri figli non sono interessati alla lettura e 19% al cinema.E tra la rinunce causa crisi, le vacanze - scomparse dalla vita familiare per il 18% dei genitori. Fra madri e padri il 7% ci ha rinunciato per consentirle ai figli mentre il 20% dice di riuscire a realizzarle grazie ad offerte low cost o all'appoggio di parenti e amici, mentre il 19% ha ridotto i periodi di permanenza.
Tra le famiglie in difficoltà in Italia, 5 famiglie su 10 (52%) hanno deciso di non chiedere aiuti esterni (e, quindi presumibilmente di prelevare dai risparmi, oppure di smettere di risparmiare), tra le altre, la famiglia allargata resta la prima risorsa per chiedere e ottenere un sostegno (34% dei genitori), ma c'è un 13% che si rivolge a banche o finanziarie.Aiuti economici diretti come la "carta acquisti" ai nuclei familiari in difficoltà è la prima misura-anticrisi che i politici dovrebbero prendere per il 44% dei genitori, seguita dalla "garanzia di accesso agli asili nido per le famiglie con bambini piccoli (15%) e dalla gratuità della mensa scolastica (15%). Inoltre "servizi migliori per i giovani" garantirebbero per il 45% dei genitori un ambiente migliore in cui vivere e crescere, mentre altri vorrebbe vivere in un luogo meno inquinato (20%) o addirittura in un'altra nazione (30%).

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