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060536_Assemblea-2014-Ania

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Rc auto, Minucci (Ania): 'Il prezzo medio e' diminuito del 10%'

(Roma) Ecco le dichiarazioni del presidente dell'Ania Aldo Minucci all'Assemblea 2014 tenutasi ieri a Roma: "Gli ultimi due anni hanno mostrato un'evoluzione favorevole dei prezzidella r.c. auto. Dal massimo toccato sul finire dell'estate del 2012...

(Roma) Ecco le dichiarazioni del presidente dell'Ania Aldo Minucci all'Assemblea 2014 tenutasi ieri a Roma: "Gli ultimi due anni hanno mostrato un'evoluzione favorevole dei prezzidella r.c. auto. Dal massimo toccato sul finire dell'estate del 2012, infatti, il prezzomedio è diminuito del 10%. Questa riduzione è la chiara dimostrazioneche i prezzi elevati della r.c. auto non devono considerarsi, per il nostroPaese, un destino ineluttabile. Dimostra, altresì, che quando i costi deisinistri diminuiscono scendono anche i prezzi delle coperture.Il calo del costo dei sinistri ha prevalentemente natura congiunturale.In un periodo di crisi economica, infatti, le famiglie hanno ridotto inmodo sensibile l'uso dei veicoli; la minore circolazione stradale, a suavolta, ha determinato una diminuzione dell'incidentalità.Questo andamento del costo dei sinistri è stato influenzato anche dauna contrazione dei danni liquidati per lesioni lievi, effetto della norma che ha reso obbligatorio l'accertamento strumentale per la loro risarcibilità. Secondo le nostre valutazioni, nell'ultimo biennio la diminuzione del costo dei sinistri è stata pari al 14%, di cui due terziattribuibili al calo della frequenza deisinistri e un terzo alla diminuzionedelle lesioni lievi.
Le compagnie, a loro volta, hanno contribuito a questa fase positivacon politiche tariffarie e commerciali molto competitive, trasferendorapidamente sui premi pagati dagli assicurati i benefici della minoresinistralità.
La riduzione dei prezzi sta proseguendo nel 2014 ed è ragionevoleritenere che il consuntivo di quest'anno evidenzierà un ulteriore,significativo calo della raccolta premi, mentre sembra invece arrestarsila diminuzione della frequenza sinistri. Quando, con l'auspicata ripresa dell'economia, i cittadini tornerannoa utilizzare di più le auto, ciò comporterà un inevitabile aumento deisinistri, con un conseguente peggioramento dell'andamento tecnico, euna pressione al rialzo dei prezzi.
Abbiamo, dunque, poco tempo per agire sui fattori strutturali chemantengono elevato il costo dei sinistri. Ogni ulteriore ritardorischierebbe di compromettere il processo di convergenza dei prezzidella r.c. auto in Italia verso quelli europei.Per individuare in maniera oggettiva tali fattori, abbiamo dato incaricoa una primaria società di consulenza di analizzare le cause del più altocosto della r.c. auto in Italia rispetto a quattro grandi paesi europei(Francia, Germania, Spagna e Regno Unito).
Dallo studio è emerso che, nel periodo 2008-2012, il maggior prezzomedio delle polizze italiane - pari a 213 euro - è dovuto per ben 180euro al più elevato costo dei sinistri e al livello della tassazione specifica.Dati indiscutibili che, nell'attestare il divario dei prezzi, ne identificano lecause e indicano, conseguentemente, i fattori su cui bisogna intervenire.Noi crediamo che il divario, che si è già ridotto in misura apprezzabilenegli ultimi due anni, possa essere ulteriormente compresso.Certo, occorre agire su meccanismi complessi e politicamente scomodi.A cominciare dai livelli economici dei risarcimenti dei danni alla persona,che incidono per oltre 100 euro sul maggior prezzo pagato in Italia.
Servirebbe una riforma organica dell'intera materia, che metta ordinenelle diverse componenti del danno non patrimoniale e nelle relativevalutazioni, troppo spesso lasciate alla discrezionalità dei giudici. Unariforma, quindi, che ne fissi l'ambito di applicazione e il valore a livellicerti, equi e compatibili con i costi che la collettività degli assicuratipuò sopportare.
È prima di tutto una questione di giustizia e uguaglianza, oltre che dibuon senso. A questi fini, il modello adottato in Spagna, che detta unadisciplina precisa, certa e non penalizzante per gli aventi diritto,potrebbe essere un valido riferimento. Sappiamo che una riforma organica richiede approfondite analisi etempi lunghi. Occorre, invece, dare un segnale immediato e forte agliassicurati italiani.
Chiediamo quindi al Governo, al suo Presidente, di approvare subitole tabelle di valutazione del danno biologico derivante da lesioni gravi. Si tratta di un provvedimento - previsto dal Codice delle assicurazionifin dal 2005 - che ha già completato il suo iter di consultazione eapprovazione ministeriale. L'entrata in vigore delle tabelle, oltre a sanare un vulnus del nostroordinamento, avrebbe un effetto immediato: una diminuzione stimabilenel 3% del prezzo dell'assicurazione r.c. auto in Italia. Non è accettabileche 40 milioni di assicurati siano penalizzati per favorire, invece,categorie che hanno interesse al mantenimento di un ampio e diffusocontenzioso.
Come evidenziato nel citato studio, una seconda importante criticitàper l'assicurazione r.c. auto in Italia è costituita dalla elevata diffusionedelle frodi.L'articolo 8 del decreto legge "Destinazione Italia" conteneva molteinnovazioni idonee a contrastare efficacemente il fenomeno dellefrodi, quali:- la previsione di tempi più brevi per la presentazione della denunciadi sinistro; - termini più ampi a disposizione delle compagnie per liquidare isinistri in presenza di un sospetto di frode; l'obbligo di identificare immediatamente gli eventuali testimoni,impedendone la tardiva segnalazione; - il divieto di cessione del diritto al risarcimento senza il consenso dellacompagnia;- l'utilizzo in giudizio dei dati registrati dalle scatole nere installate suiveicoli.
Si trattava di misure sostenute sia dal settore assicurativo sia daiconsumatori nell'ambito delle attività svolte dal Forum ANIA. Lemisure, inoltre, erano il frutto di un confronto costruttivo etrasparente con le Autorità di vigilanza e il Ministero dello sviluppoeconomico.
Malgrado la convergenza di visioni e di obiettivi, queste disposizionisono state inopinatamente stralciate dal provvedimento poi approvato.Un modo di procedere illogico per norme che avrebbero avuto unimpatto molto positivo sui prezzi delle polizze, soprattutto in alcunearee del Paese. La dichiarata volontà riformatrice dell'attuale Governo fa sperare inun approccio diverso. Ho ricordato prima quali sono gli interventinecessari.Non servono, invece, misure dirigistiche come quelle che imponevanosconti predefiniti o come l'introduzione di una tariffa unica nazionaleper coloro che non hanno causato incidenti negli ultimi 5 anni. Questadisposizione, oltre a essere illegittima perché contraria alla libertàtariffaria delle compagnie sancita dalle Direttive comunitarie, è anchetecnicamente insostenibile perché non darebbe rilevanza alla diversarischiosità esistente nelle varie aree geografiche. In proposito, è beneribadire che i premi della r.c. auto potranno scendere in modosignificativo solo se si ridurrà il costo dei sinistri: non ci sono altre stradepercorribili.

Le imprese, peraltro, consapevoli della difficile situazione checaratterizza alcune zone del Paese, hanno individuato soluzioni perattenuare il problema. Accettando di installare la scatola nera,ricorrendo alle carrozzerie convenzionate, rinunciando alla cessione delcredito, il prezzo può scendere significativamente, avvicinandosi a valoriprossimi a quelli praticati nelle altre aree. Ulteriori miglioramentisaranno possibili con la dematerializzazione del contrassegno e la messa a regime dei controlli a distanza, volti a eliminare la piaga dell'evasionedell'obbligo di assicurazione.
Recuperare - anche in questo campo - la legalità porterà beneficioalla collettività. Nelle zone del Paese in cui la r.c. auto costituisceuna forte criticità che incide sul tessuto sociale, la riscossa non puòche nascere dall'impegno civile e da un profondo cambiamentoculturale".

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