La medaglia d’oro della Camera alle scuole casertane protagoniste di ‘Processo a Pinocchio’

I giovani attori hanno portato in scena il libro di Emilia Narciso

Una medaglia d’oro, non da appuntare al petto, ma da portare per sempre nel cuore. E’ quella che si sono meritati gli studenti delle scuole casertane protagoniste dello rappresentazione “Processo a Pinocchio” andata in scena giovedì alla Camera dei deputati, alla presenza del vice presidente Mara Carfagna. Il progetto del comitato provinciale Unicef Caserta (oggi guidato da Cecilia Amodio), che pone le sue basi sull’onomico libro di Emilia Narciso (presidente, per anni, del comitato Unicef di Caserta) è stato “portato in scena” dagli studenti dell’I.C. Cimarosa di Aversa e della Scuola Media S. Giovanni Bosco di Trentola Ducenta, con la partecipazione degli alunni della Scuola Secondaria di I grado G. Pascoli, dell’I.C. De Curtis e del Liceo Scientifico Fermi di Aversa.

Tratto dall’omonimo libro di Emilia Narciso, past President del Comitato Unicef di Caserta, il “Processo a Pinocchio” è molto più di uno spettacolo teatrale e di un progetto editoriale “è un progetto pedagogico itinerante, un laboratorio di cittadinanza attiva” come sottolinea Emilia Narciso.

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Liberamente ispirato al romanzo di Collodi, è un viaggio dei bambini e dei ragazzi all’interno della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, un tentativo di esplorare la condizione dell’infanzia vista dai protagonisti, i bambini, appunto. Un Giudice affiancato da una Giuria Popolare, un determinato P.M. e un sapiente avvocato difensore, portano Pinocchio alla sbarra per aver marinato la scuola e aver preferito ad essa il Paese dei Balocchi, insieme a testimoni chiave come la Maestra, Mastro Geppetto e perfino Mangiafuoco con la Fata Turchina. Attraverso la vicenda di Pinocchio e le sue marachellate, il Tribunale dei piccoli si interroga sui diritti dell’infanzia - concessi o negati - e sui relativi doveri a questi connessi. Il diritto allo studio e al gioco, da un lato. Il dovere di impegnarsi a scuola. Il diritto all’ascolto, a vivere in un luogo sicuro, il diritto di non discriminazione e il divieto di lavoro minorile e nel contempo il dovere di provare ad essere un bambino coscenzioso e attento, per essere, un domani, un cittadino consapevole.  A leggere la “sentenza”, oggi, il Presidente del Tribunale di Napoli Nord, la dott.ssa Elisabetta Garzo, autrice della Prefazione del libro.  Pinocchio viene assolto con formula piena, perché se pure ha marinato la scuola e preferito lo studio al gioco, in realtà non è stato aiutato dagli adulti a conoscere i propri doveri, ad orientarsi con consapevolezza nelle sue scelte dalla famiglia, dalla scuola, in generale dal mondo degli adulti che, troppo spesso, è sordo dinanzi ai bisogni dei minori. Il “processo” si conclude, quindi, con un monito agli adulti, un invito ad essere “più attenti ai bisogni dei bambini. In qualunque parte del mondo. Perché ogni bambino è un bambino”. 

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