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Federcoopesca, appello a Governo e Regioni per salvare le pesche speciali

Napoli - Salvare la pesca del bianchetto e del rossetto e evitare un "bagno di sangue" per imprese e lavoratori. Questo l'appello rivolto al Governo e alle Regioni dalla dirigenza della Federcoopesca-Confcooperative e da una folta rappresentanza...

Salvare la pesca del bianchetto e del rossetto e evitare un "bagno di sangue" per imprese e lavoratori. Questo l'appello rivolto al Governo e alle Regioni dalla dirigenza della Federcoopesca-Confcooperative e da una folta rappresentanza dei suoi associati che si sono incontrati oggi a Roma, alla presenza di funzionari regionali di Puglia e Liguria e del coordinatore pesca Fai-Cisl Silvano Giangiacomi, per far si che non si perdano queste pesche speciali tradizionali messe al bando dal Regolamento comunitario 1967/2006 (entrato in vigore nel giugno scorso), che nel complesso sono praticate da 1000 pescherecci e 3000 addetti, per un volume d'affari che incide un 5% sul totale del settore.
"Se il via libera di Bruxelles per la pesca del rossetto - sottolinea l'associazione- sembra meno complicato da ottenere, più difficile la partita legata alla pesca del bianchetto, praticata soprattutto nel sud Italia". La strada suggerita dalla Federcoopesca per ottenere la deroga dall'Unione europea, prevede: monitoraggio degli stock del novellame di sardina, ma anche dell'esemplare adulto, al fine di delineare lo stato di salute di questa specie; attivare una sperimentazione di pesca con attrezzi alternativi allo strascico come sciabica e circuizione; l'attivazione degli indennizzi per imprese e lavoratori per attenuare gli effetti della mancata campagna di pesca o l'attivazione del Fep per destinare risorse necessarie ad attuare un fermo biologico per questo tipo di pesca. "E' indispensabile recuperare il tempo perduto, salvare il salvabile per quest'anno e gettare le basi per garantire questi mestieri di pesca anche nel prossimo futuro. Da questa emergenza si può uscire con un lavoro sinergico di Stato, Regioni e parti economico-sociali", conclude l'associazione.

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