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Lipu, Wwf, Legambiente su revoca presidente parchi e riserve regionali

Napoli - L'avvicendamento delle nomine fatte dalla Giunta Regionale precedente, per le presidenze degli Enti parco regionali, e la successiva sospensione fatta dalla nuova Giunta Regionale, non è la soluzione del problema, è inutile continuare...

L'avvicendamento delle nomine fatte dalla Giunta Regionale precedente, per le presidenze degli Enti parco regionali, e la successiva sospensione fatta dalla nuova Giunta Regionale, non è la soluzione del problema, è inutile continuare confusamente a nominare nuovi presidenti "politici".Cambiare realmente e rendere i parchi e le riserve regionali in grado di tutelare il patrimonio di biodiversità e di costituire una vera rete ecologica significa dotare gli enti di personale, strumenti operativi e vigilanza.Negli ultimi anni i parchi e le aree protette della Campania sono state al centro di una animata polemica, dalla quale non è emerso lo scarso ruolo e le potenzialità inespresse di uno dei sistemi di aree protette più importanti del nostro Paese, ma le polemiche hanno investito le mancanze ed i limiti dell'azione politica e burocratica messa in atto dalla Regione.Dall'assenza di strumenti operativi (piani dei parchi e di gestione dei siti della Rete natura 2000) e di personale (direttori, tecnici, etc..) adeguati alla sfida che si richiedeva, le aree protette della Campania continuano a soffrire anche della la mancanza di una missione e di una strategia politica coerente con il loro stesso ruolo, mentre i territori (soprattutto aree SIC e ZPS) protetti sulla carta continuano ad essere aggrediti dal degrado ed abbandono.

Le ombre hanno sovrastato le luci dell'azione politica, e l'aver individuato gli enti parco come soggetto intermedio della programmazione comunitaria, caso unico in Italia, anziché essere un fatto positivo ha rischiato di essere una negatività in quanto si carica su un "organismo" debole, come sono oggi gli Ente parco, una responsabilità che va oltre le loro reali capacità.Sono questi i frutti di una confusione che ha regnato nelle politiche ambientali della Campania (non diciamo nulla di nuovo!!!) e che ha travolto anche le aree protette, il cui ruolo di strumento efficace per conservare la biodiversità non emerge. Anzi ci sono casi in cui, come Terzigno nel cuore del Parco nazionale del Vesuvio (area SIC e ZPS, riserva della Biosfera della rete MAB-Unesco), questo ruolo è completamente stravolto.Le associazioni LIPU, WWF e LEGAMBIENTE chiedono con forza alla nuova giunta Regionale, di realizzare una grande strategia di sistema che definisca la Rete Ecologica Regionale, in collegamento con quella Nazionale e Euromediterranea, che metta al centro le aree protette in un grande disegno per la riqualificazione, rinaturalizzazione e valorizzazione del patrimonio di biodiversità, delle culture e delle tradizioni della Campania felix. Chiedono inoltre di rendere al più presto operativi i parchi dotandoli di personale, strumenti operativi e vigilanza.
Per tutte queste ragioni, e per ribadire la nostra visione per le aree protette della Campania, le nostre associazioni si sono rifiutate in questi ultimi anni di partecipare a "Parchinmostra ", un appuntamento fuori luogo in quanto festeggia solo le contraddizioni in cui hanno vissuto da anni le aree protette della Regione.All'Assessorato Regionale all'Ambiente "Giovanni Romano" chiediamo, in questo 2010 Anno Internazionale della Biodiversità, di imprimere la svolta necessaria per il bene dei parchi della Campania.

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