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Nucleare, Garigliano: Legambiente su dichiarazioni Ministero attivit produttive

Sessa Aurunca - "A seguito delle dichiarazioni di Sara Romano, direttrice generale del ministero delle attività produttiveper lo sviluppo economico riferite dal sindaco di Sessa, Luciano Di Meo e scritte su Il Mattino del 24 luglio 2010,noi di...

"A seguito delle dichiarazioni di Sara Romano, direttrice generale del ministero delle attività produttiveper lo sviluppo economico riferite dal sindaco di Sessa, Luciano Di Meo e scritte su Il Mattino del 24 luglio 2010,noi di Legambiente non possiamo che rallegrarci delle buone notizie circa l'esclusione del sito del Gariglianoper la costruzione di un nuovo impianto nucleare o di un deposito nazionale di scorie radioattive, così come,novità assoluta dopo anni di richieste, della volontà di istituire un tavolo tecnico per uno studio epidemiologico.Ci auguriamo che quella della dott.ssa Romano sia la versione definitiva di una annosa querelle che ha vistoprotagonisti Comuni, associazioni e cittadini.Qualche perplessità nasce dall'altalena di notizie propinateci attraverso la stampa sulla possibile utilizzazione del sitoper insediarvi una centrale da 1.600 MW, l'Epr, dapprima con le dichiarazioni dell'on. Adolfo Urso e del presidentedi Confindustria Campania Giovanni Lettieri, favorevoli a un ritorno del nucleare nel sito del Garigliano; poi quelledel presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, che parla di un centro di ricerca; fino a quelle, recentissime,di Stefano Saglia , Sottosegretario allo Sviluppo. Questi dichiara il 17 luglio 2010, al Sole 24Ore che, visto che ilpaese «nel frattempo non è cambiato geologicamente o geograficamente», in pole position rimangono i luoghi dellecentrali nucleari chiuse dopo il referendum del 1987: Trino Vercellese, Caorso (Piacenza), Latina e Garigliano(Caserta). Ma nella lista rientra anche il sito laziale di Montalto di Castro (Viterbo), già candidato a ospitare unacentrale nucleare prima che l'Italia dicesse addio all'atomo.

Però aggiunge che la localizzazione dei nuovi impianti si conoscerà nel 2011 e la comunicazione dovrà esserefatta «con determinati crismi per non allarmare nessuno». Intanto, ad allarmarci, ha provveduto egli stesso.Più tardi, il 19 luglio, lo stesso Saglia, in un'agenzia ANSA, afferma, da Washington, più cautamente: -''Non e' escluso'' che le future centrali nucleari italiane possano sorgere negli stessi siti in cui si trovavano le vecchiecentrali ''Ma questo non significa dire che le centrali andranno automaticamente li'. 'I siti dovranno essere certificatidall'Agenzia per la sicurezza nucleare, non saranno proposti dal Governo ma individuati dagli operatori'' .Alla luce di tutte queste dichiarazioni, anche controverse, che si sono alternate, non si riesce a capire qualesarà l'orientamento definitivo per la scelta dei siti.Ma c'è un particolare molto più importante: dev'essere ancora nominato il Ministro allo Sviluppo che, naturalmente,dovrà esprimersi in proposito.C'è da sperare che non siano smentite le rassicurazioni di Sara Romano soprattutto perché l'impegno è statoassunto in sede istituzionale al cospetto dei Sindaci.Quanto poi all'affermazione dell'on. Saglia che il Paese non è cambiato geologicamente, gli avvenimenti degli ultimitempi, sismi, frane, smottamenti, indurrebbero ad essere meno ottimisti.
I cambiamenti climatici, inoltre, comportano alternativamente uragani e siccità e il fiume Garigliano non potrebbeassicurare il necessario apporto di 100mila litri al secondo per il raffreddamento di un Epr da 1.600 MW.Legambiente comunque non adotta il metodo NIMBY e resta contraria all'energia nucleare per i gravissimi problemiche lascia insoluti, primo fra tutti lo smaltimento delle scorie radioattive, un problema che dovremmo considerare allaluce dei tempi storici data la durata ultraplurisecolare delle scorie ad alta attività".

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