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Coldiretti e Curia formano 20 potatori-innestatori extracomunitari

Napoli - 20 potatori-innestatori extracomunitari sono stati formati in Campania grazie ad un'intesa tra Coldiretti regionale e Curia di Napoli sostenuto dalla Camera di Commercio partenopea, un modo per dare dignita' e sicurezza sul lavoro agli...

20 potatori-innestatori extracomunitari sono stati formati in Campania grazie ad un'intesa tra Coldiretti regionale e Curia di Napoli sostenuto dalla Camera di Commercio partenopea, un modo per dare dignita' e sicurezza sul lavoro agli immigrati ma anche piu' professionalita' nelle piccole imprese del mondo verde.
Il corso, della durata di quattro mesi, ha preparato adeguatamente i partecipanti alla professione di potatore- innestatore e li ha dotati di competenze richieste dal mercato, al fine di favorire il loro concreto inserimento sia nel sociale che nel mondo del lavoro. ''L'obiettivo che la Coldiretti Campana si è proposta di raggiungere - dice Vito Amendolara, direttore regionale dell'organizzazione professionale agricola - ha voluto rafforzare insieme le competenze professionali richieste dalle aziende agricole e innalzare i livelli di inclusione sociale''. Cio' per ''favorire il pieno riconoscimento della dignità di persona umana e lavoratore''. In prospettiva vi e' anche la costituzione di una cooperativa di esperti potatori-innestatori in grado di fornire servizi alle aziende agricole, che verrà presentata nel corso della prossima consegna degli attestati di qualificazione alla quale è prevista la partecipazione del Cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli.
Il percorso formativo è stato articolato in lezioni in aula, tenute da agronomi ed esperti del settore ed in lezioni pratiche svoltesi in aziende del circuito Coldiretti. Aggiunge Amendolara: ''In un territorio che offre produzioni da primato per il 'Made in Italy' vanno fatti tutti gli sforzi e va garantita la legalità per combattere fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il lavoro e gettano una ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell'attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del bene comune''. Va, dunque, ''combattuta senza tregua una situazione di cieco sfruttamento che colpisce la componente piu' debole dei lavoratori agricoli come gli immigrati, ma anche le tante imprese oneste agricole che operano nella legalità''.

Sono molti i "distretti agricoli" dove i lavoratori immigrati sono diventati indispensabili. Si tratta di un evidente dimostrazione che - rileva la Coldiretti - gli immigrati occupati regolarmente in agricoltura contribuiscono in modo strutturale e determinante all'economia agricola del Paese e rappresentano una componente indispensabili per garantire i primati del Made in Campania alimentare nel mondo.
Nella regione, dei 130mila immigrati che risultano con regolare rapporto di lavoro circa il 15% è impegnato nelle filiere agricole, mentre il gran numero di rapporti di lavoro stabili in agricoltura offre ulteriori opportunità.

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