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Capodanno: sulle tavole meno caviale e champagne e pi prodotti campani

Napoli - Si è ridotta del quasi 10% la spesa per gli alimenti dei pranzi di Natale e Capodanno, ma a rimetterci sono stati soprattutto il caviale e lo champagne, i prodotti stranieri simbolo del lusso. Nel biennio 2008/2009 per effetto degli...

Si è ridotta del quasi 10% la spesa per gli alimenti dei pranzi di Natale e Capodanno, ma a rimetterci sono stati soprattutto il caviale e lo champagne, i prodotti stranieri simbolo del lusso. Nel biennio 2008/2009 per effetto degli scandali sul cibo e dell'andamento dei prezzi quattro campani su dieci (37%) hanno cambiato le abitudini alimentari. Per il cenone e le festività natalizie,le famiglie italiane hanno speso, quasi 6 miliardi in più per l'acquisto di prodotti alimentari, verificando un aumento del 3,8% nella spesa per l'acquisto di alimenti mentre sono rimaste pressoché stagnanti le quantità acquistate (+ 0,3%). Cosi il Rappresentante della Consulta Nazionale dell'Agricoltura, Rosario Lopa.Bisogna evidenziare che,prosegue l'esponente dell'Agricoltura, insieme all'aumento dei prezzi, ha pesato la preoccupazione sulla contaminazione dei cibi per effetto degli scandali alimentari dell'anno appena trascorso come la melamina nel latte cinese, la diossina nella carne di maiale dell'Irlanda fino al pesce avariato sequestrato alla vigilia di Capodanno. Sulle tavole imbandite di pranzi e cene di Natale e il Capodanno resistono invece i prodotti del territorio, soprattutto a denominazione d'origine garantita. Meglio le bollicine dello spumante campano, sei italiani su dieci preferiscono gli spumanti dolci del bel paese che rappresentano il 98% degli acquisti per i brindisi di casa. Spesa all'insegna del made in Italy dunque,sottolinea Lopa, anche grazie ad un'ampia scelta di prodotti Dop-Igp riconosciuti dall'Unione Europea.Le vendite sono calate nei negozi al dettaglio specializzati e stabili negli ipermercati, mentre crescono esclusivamente, fatta eccezione degli hard discount, i mercati rionali, le bancarelle e soprattutto gli acquisti diretti dai produttori. Un vero e proprio boom con un aumento dell'8% nel valore delle vendite che hanno toccato i 2,7 miliardi di euro, giustificato dal fatto la grande maggioranza degli italiani (48%) gli aumenti dei prezzi sono imputabili ai passaggi intermedi dal produttore al consumatore, ma sotto accusa sono i ricarichi commerciali e le speculazioni. L'indagine inoltre evidenzia un aumento del 23% dei cittadini che comprano cibi biologici.Buona la presenza sulle tavole dei campani dello spumante prodotto dal territorio:Falanghina spumante,asprinio di Aversa,lacrima cristy del vesuvio spumante. Sarà necessario, ha concluso Lopa, lavorare per rendere più chiaro e diretto il percorso del prodotto con l'etichetta di provenienza, ma anche intervenire sulle filiere inefficienti che perdono valore.

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