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Consulta Nazionale Agricoltura 'Parchinmostra'

Napoli - Che lo sviluppo debba essere di tipo sostenibile lo ha ormai sancito la stessa Costituzione europea. Non e' più insomma, un concetto in discussione, però, a monito che per raggiungere davvero l'equilibrio devono essere messi al bando gli...

Che lo sviluppo debba essere di tipo sostenibile lo ha ormai sancito la stessa Costituzione europea. Non e' più insomma, un concetto in discussione, però, a monito che per raggiungere davvero l'equilibrio devono essere messi al bando gli estremismi. non si può pensare, di risolvere il problema della tutela ambientale considerando gli agricoltori un pericolo per l'equilibrio naturale, come qualcuno continua inspiegabilmente a sostenere. Cosi il Rappresentante della Consulta Nazionale della Agricoltura, Rosario Lopa, a mrgine della giornata conclusiva di Parchinmostra 2009, alla Mostra D'Oltremare di Napoli. Anzi, nei secoli il lavoro umano, quello ispirato da senso artistico, ha modellato e difeso il territorio, garantendo crescita sociale ed equilibrio ambientale e idrogeologico. In Italia, invece, ha sottolineato l'esponente dell'Agricoltura, non si esce ancora dall'equivoco per cui la creazione di aree protette debba diventare sinonimo di desertificazione socio-economica di quegli stessi territori. Da noi esistono purtroppo ancora tantissimi parchi che sono solo una serie di divieti e di cartelli. Di aree incontaminate dove sia vietata ogni attività umana ce ne devono essere, ha ribadito Lopa, ma e' pericoloso creare antagonismi tra il parco e i residenti: e' una scelta negativa anche per l' ambiente. Dopo le contrapposizioni e dagli scontri del passato, ora tra agricoltura e ambiente troviamo tanti punti d'incontro che permettono un'organica alleanza, che si riscontra soprattutto nella valorizzazione della qualità del territorio e dei prodotti tipici locali. Sono elementi importanti che però bisogna necessariamente ampliare per arrivare sempre più ad un forte coinvolgimento degli agricoltori nella gestione dei parchi. Dopo aver evidenziato la necessità che si risolva il problema dei danni causati dagli animali alle colture agricole all'interno delle aree protette, Lopa ha affermato che è indispensabile passare da una dimensione territoriale e ambientale del parco anche ad una più sociale, che coinvolga più direttamente il lavoro dell'agricoltore e ne esalti le grandi potenzialità e la sue capacità di imprenditore multifunzionale. L'esponente della Consulta ha ricordato il protocollo di intesa sottoscritto dalla Federparchi e dalle Organizzazioni agricole che rappresenta un elemento di grande rilevanza che va ulteriormente sviluppo per consacrare un'alleanza solida, duratura e produttiva sia sotto il profilo economico che sotto quello sociale. Multifunzionalità dell'agricoltura nei parchi e nelle aree protette. L'agricoltura si definisce multifunzionale in quanto non si limita alla sola funzione di produrre cibo e fibre ma svolge anche numerose altre funzioni. Allo stesso tempo è il settore considerato nel suo insieme ad essere multifunzionale. L'agricoltura fornisce servizi che sono legati al territorio e sono essenzialmente volti al pubblico interesse. Inoltre comprende altre funzioni come la salvaguardia, la gestione ed il miglioramento del paesaggio rurale, la protezione dell'ambiente, anche dai rischi naturali, e contribuisce alla fruibilità delle aree rurali. Una delega molto importante in materia ambientale è quella del Cfs che è in prima linea nel controllo del territorio, sono le esigenze e le necessità che vengono riscontrate. I Forestali infatti sono diventati polizia ambientale per la tutela del territorio ed è questa la sfida da affrontare, visto che spesso sono loro la sola Forza a rappresentare lo Stato nei posti più remoti e inaccessibili. Si sta anche lavorando per un equilibrio chiaro tra le 5 forze di Polizia in modo da garantire il bene della sicurezza ambientale ai cittadini. Una necessità condivisa dal Corpo Forestale. D'altra parte, non dobbiamo dimenticare che l'Italia e la campania sono sedute su un patrimonio verde, ambientale e paesaggistico, unico al mondo, che va tutelato con efficacia come risorsa fondamentale per la nostra economia; una risorsa che dà competitività consentendoci di puntare sulla qualità e l'identità dei territori. È per questo, ha spiegato ancora Lopa, che il nostro atteggiamento è stato quello di aver trovato un modello operativo che combatta l'abuso, consentendone il controllo, ma senza fermare lo sviluppo. Questa è la premessa essenziale per avere norme penali che permettano di colpire chi specula. Secondo Lopa, è necessario un governo effettivo del territorio facendo cooperare l'uomo con l'ambiente, dando certezze alla gente sul patrimonio ambientale che possediamo. Le forze di polizia sono dunque fondamentali, perché le leggi che si fanno possono essere le migliori, ma poi occorre un adeguato controllo sulla loro applicazione. Vogliamo che i Forestali che devono restare sul territorio da poliziotti rappresentanti dello Stato e da punto di riferimento per tutti quelli che operano in territori bellissimi e sperduti. Questa è la sfida. Il bene della sicurezza ambientale è quello che cresce sempre più nella consapevolezza del cittadino, ma l'abbandono delle campagne ha portato a un controllo alternativo del territorio e perciò a una recrudescenza della criminalità organizzata che trova terreno fertile proprio nella nostra regione, vedi l'emergenza rifiuti. Chi opera in senso produttivo,ha concluso Lopa, nel senso del controllo e della repressione, deve invece avere punti di riferimento chiari per non lasciare l'ambiente ai poteri alternativi

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