Giovedì, 13 Maggio 2021
Ambiente

Green Economy, Italia a macchia di leopardo: bene Trentino Alto Adige, male Lazio

(Roma) La classifica della Green Economy 2014, stilata da Fondazione Impresa, restituisce la fotografia di un'Italia "a macchia di leopardo" dove i classici squilibri Nord-Sud vengono superati e dove l'economia verde è "patrimonio di tutti": in...

(Roma) La classifica della Green Economy 2014, stilata da Fondazione Impresa, restituisce la fotografia di un'Italia "a macchia di leopardo" dove i classici squilibri Nord-Sud vengono superati e dove l'economia verde è "patrimonio di tutti": in questa edizione dell'Indice di Green Economy, ai primi 10 posti della classifica si trovano 4 regioni del Nord (Trentino Alto Adige 1°, Valle d'Aosta 3°, Veneto 9° ed Emilia Romagna 10°) 3 del Centro (Marche 2°, Toscana 5° e Umbria 7°) e 3 del Mezzogiorno (l'Abruzzo è 4° ad un passo dal podio della Green Economy, la Basilicata è al 6° posto e la Calabria all'8°). Scarica lo studio completo di Fondazione Impresa pubblicato in anteprima da Corriere Economia del 2 febbraio 2015 - Indice di green economy 2014.A partire dal 2° posto nella classifica della green economy da parte delle Marche anche Toscana e Umbria si posizionano nella parte alta della classifica. E' il Centro Italia (Lazio escluso), a presidiare la green economy con "3 posti tra i magnifici 7".

Rispetto ai 21 indicatori della green economy 2014, per ben 15 volte il Lazio risulta nelle parti basse della classifica (11° posto o peggiore); inoltre risulta terzultimo per punti di vendita bio (4,2 ogni 100 mila abitanti) e dotazioni di parcheggio (7,7 ogni 1.000 auto), penultimo per energia elettrica da fonti rinnovabili (meno del 19%) e ultimo per maggiore numero di famiglie che dichiarano la presenza di sporcizia nelle strade (il 45,9%). Ultimo posto per la Sicilia. In 3 indicatori è fanalino di coda: risparmio energetico certificato, qualità ambientale delle organizzazioni e raccolta differenziata; si "contano" anche 4 penultimi posti (punti di vendita bio, densità di piste ciclabili, dotazione di parcheggi e rifiuti smaltiti in discarica) e 3 terzultimi posti (energia elettrica da fonti rinnovabili, carbon intensity e detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici).
Le grandi regioni che "soffrono": Puglia e Campania. Entrambe le regioni scontano una prevalenza di posizionamenti nelle parti basse delle classifiche (in 13 indicatori su 21) ma mentre la Puglia può contare su più posizionamenti favorevoli (3 volte a podio con 3 secondi posti negli indicatori potenza solare-fotovoltaica installata, qualità ambientale dei prodotti e risparmio energetico certificato con i certificati bianchi), la Campania può "beneficiare" solo di un 1° posto per merci in ingresso/uscita su strada ed è fanalino di coda in 3 indicatori (punti vendita bio, detrazioni fiscali 55% e qualità ambientale prodotti).

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