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Francesco Palmiero (Cia) a sostegno dell'agrioltura

Teano - L'attenzione che la politica sta mostrando in questi giorni di campagna elettorale al comparto primario mi emoziona, come Assessore Delegato all'Agriricoltura, ma prima ancora come agricoltore, tuttavia, non posso fare a meno di elaborare...

L'attenzione che la politica sta mostrando in questi giorni di campagna elettorale al comparto primario mi emoziona, come Assessore Delegato all'Agriricoltura, ma prima ancora come agricoltore, tuttavia, non posso fare a meno di elaborare pubblicamente delle riflessioni che, senza peccare di presunzione, credo di poter condividere con tutto il mondo agricolo di Terra di Lavoro. La carica di Assessore al ramo, oltre che di dirigente CIA che ricopro con tenacia e profonda passione hanno fatto si che mi ritrovassi in diverse occasioni ha tutelare gli interessi e a denunciare i problemi che attanagliano da ormai troppo tempo il comparto agricolo, problemi che naturalmente essendo prima di tutto un agricoltore sento ogni giorno sulla mia pelle e ho quindi, piena cognizione della loro drammaticità. I problemi del comparto primario del nostro territorio che finiscono per essere quelli di tutta la Provincia di Caserta, senza entrare nel merito di ognuno, sono talmente gravi da non ammettere strumentalizzazioni a fini elettorali, gli agricoltori sono stanchi di dover ascoltare la solita promessa: la centralità del comparto agricolo nelle politiche di Terra di Lavoro. Noi imprenditori agricoli abbiamo piena coscienza di quanto sia importante e strategico il settore per l'economia, la cultura, il turismo e la salvaguardia del paesaggio di questa Provincia, non abbiamo bisogno di celebrare o assistere a convegni per convincercene. La vicenda "Cinipide" che ha messo in ginocchio il comparto castanicolo è emblematica di quanto il comparto sia prioritario nelle politiche delle istituzioni. Sono anni che questo problema viene denunciato dalle organizzazioni di categoria, dagli amministratori dei comuni interressati, dalle associazioni di produttori senza registrare un intervento davvero risolutivo, promesse, tavoli verdi, audizioni in commissioni consiliari. Fumo negli occhi! Intanto si è assistito all'asfissia inesorabile di realtà che di castanicoltura ci campano. Ciò che mi ha negativamente colpito in questi giorni è stata la faccia tosta con cui si sta facendo propaganda sul decreto relativo allo stato di calamità naturale emanato dal Ministero delle Politiche Agricole, che per la cronaca è stato l'epilogo di una richiesta avanzata agli organi competenti con delibera di giunta del comune di Teano oltre che da altri comuni interessati che da anni denunciano il fenomeno "Cinipide". Lo stesso Ministro Catania nel corso di un incontro elettorale ha affermato che di fatto questo decreto è privo di copertura finanziara, che dovra essere integrata dalla Regione. Allora mi chiedo: come si può sperare in positivo da un istituzione che ad oggi rimane senza Assessore al ramo e che ha affrontato in malo modo i problemi del cinipide oltre che dell'intero settore? Faccio questa riflessione per invitare tutte le forze politiche ad una maggiore serietà e responsabilità, affinche l'Agricoltura riacqusti la centralità che gli spetti in questo territorio e non si presti più a sterile argomento di campagna elettorale, in quanto gli agricoltori non sarebbero più disposti ad accettarlo.

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