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Terra dei Fuochi, il racconto di un attivista di Caivano

Caivano - A pochi giorni dal ritrovamento di nuovi rifiuti tossici nelle terre di Caivano, rilasciamo un racconto semplice ed autentico di un ragazzo, nato e cresciuto nel comune di Napoli e membro del coordinamento "Terra dei fuochi". Giovanni...

A pochi giorni dal ritrovamento di nuovi rifiuti tossici nelle terre di Caivano, rilasciamo un racconto semplice ed autentico di un ragazzo, nato e cresciuto nel comune di Napoli e membro del coordinamento "Terra dei fuochi". Giovanni Natale , 28 anni, un' passato da studente nella città di S. Maria C. V., si ferma per una lunga conversazione sul problema delle terre contaminate dai rifiuti e sulla figura di Padre Maurizio Patriciello, prete di Caivano, collaboratore del giornale Avennire ma soprattutto autore di numerose battaglie contro i roghi tossici e gli sversamenti industriali, compiuti per troppi anni nell'aree di Napoli Nord e Caserta.
Giovanni Natale è appena tornato dall'ispezione fatta dalla Guardia Forestale e dall'Arpac su un ampia discarica interrata, scoperta in località Sanganiello, nel comune di Caivano. L'area agricola sottoposta a sequestro era destinata alla coltivazione di ortaggi e in particolare broccoli e cavolfiori. La stessa zona visitata nei mesi scorsi dal ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo. Incontriamo Natale in occasione dell'evento musicale ska degli RFC e dei Matrioska, in uno spazio antistante il palco, allestito alla distribuzione delle cartoline della Terra dei Fuochi. Un iniziativa quella delle cartoline sostenuta dallo stesso Patriciello e arrivata ormai al numero di 150.000 copie.
Le cartoline, che ritraggono le madri campane con la foto in cornice dei loro figli malati di tumore, saranno disponibili dagli attivisti in altri spazi come quello della filiale CityPoste Caserta, sita in Corso Trieste (150 metri dal monumento di fronte al bar Madonna). Le prime cartoline raccolte sono state già inviate da Padre Maurizio al capo dello Stato Giorgio Napolitano, in visita ufficiale a Napoli, per prendere provvedimenti urgenti sull'emergenza ambientale. Altre cartoline invece saranno consegnate al Sommo Pontefice, incontratosi con Patriciello il dieci settembre scorso.
Nei racconti rilasciati dall'attivista Giovanni Natale emerge una stima forte verso Padre Maurizio ma anche una fede ritrovata grazie all'ascolto, settimana dopo settimana, delle omelie dello stesso parroco in un territorio non semplice, come quello di Caivano, comune degradato dai veleni sotterrati nei campi di coltivazione e dall'inquinamento delle falde acquifere.

Nei racconti rilasciati dal volontario Giovanni Natale emerge una stima forte verso Padre Maurizio ma anche una fede ritrovata grazie all'ascolto, settimana dopo settimana, delle omelie dello stesso parroco in un territorio non semplice, come quello del Comune di Caivano, cittadina a nord di Napoli immersa ormai in un territorio martoriato da veleni sotterrati nei campi e dall'inquinamento delle falde acquifere. Lo stesso Natale ricorda con entusiasmo la visita a Roma tra il Ministro Cancellieri e padre Maurizio Patriciello e tutte le altre manifestazioni messe in atto dal Coordinamento Comitati Fuochi al solo fine di smuovere gli animi dei cittadini campani e denunciare lo scempio delle nostre terre. Il tutto per porre l' attenzione sul tema dell'aumento dei tumori nelle zone legate ai rifiuti tossici e sui fenomeni dei roghi tossici e dello sversamento illegale di rifiuti tossici industriali. Spiega Giovanni Natale " i sopralluoghi della Guadia Forestale sono partiti negli stessi giorni in cui i volontari avevano individuato questa distesa "gialla" di cavolfiori definiti poi troppo maturi dal Comm. Di Biase, dimostrando però l'altissima concentrazione di metalli pesanti e il pericolo salute nelle tavole dei cittadini campani e non". Natale inoltre nel suo racconto, si sofferma sui provvedimenti e soluzioni che il "Coordinamento Comitati Fuochi" propone, come spiegato anche dal sito https://www.coordinamentocomitatifuochi.org. Si punta ad programma di coltivazione che converta i territori inquinati a coltivazioni non alimentari (no food), incentivi alle imprese che riducono gli scarti industriali ma anche la riapertura parziale del SiStri (Sistema di controllo della tracciabilità di rifiuti) e l'utilizzo dei fondi provenienti dai beni confiscati all'attività di bonifiche. E proprio in merito al discorso bonifiche bisogna fare particolare attenzione: iniziare un discorso di bonifiche oggi e in base a quanto emerge dagli ultimi rilevamenti - dice Natale - è un qualcosa di molto delicato. Non è possibile avviare una bonifica se prima non viene ripristinata la legalità in queste terre, se prima non viene sconfitto il fenomeno dei roghi tossici e se prima lo smaltimento illegali non viene fermato attraverso una politica repressiva e con un inasprimento delle pene con condanne serie per i reati di disastro ambientale.
Una situazione anomala quella campana che se non sarà risolta, porterà solo nuove speculazioni. Un allarme quello ambientale in questa terra dei veleni lanciato da numerose associazioni e dai media al fine di rendere veramente consapevoli del problema le istituzioni e i cittadini stessi. L'intento - spiega Natale - non è solo quello di attendere provvedimenti d'urgenza dal governo centrale, ma anche azioni volte a sensibilizzare i cittadini alle tematiche ambientali.

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