Domenica, 13 Giugno 2021
Ambiente

Riviera domitia , Goletta Verde: fortemente inquinati la Foce del torrente Savone e quella dei Regi Lagni. E' colpa dei depuratori

Caserta - Ben dodici punti campionati in Campania sono risultati "fortemente inquinati" ed altri due "inquinati", secondo quanto emerso dalla fotografia scattata con il monitoraggio dei biologi di Goletta Verde di Legambiente: dalla provincia di...

Ben dodici punti campionati in Campania sono risultati "fortemente inquinati" ed altri due "inquinati", secondo quanto emerso dalla fotografia scattata con il monitoraggio dei biologi di Goletta Verde di Legambiente: dalla provincia di Caserta a quella di Salerno si evidenziano delle consistenti falle nel sistema depurativo regionale che necessita di essere sottoposto a tutti i controlli previsti dalla legge, cosa che attualmente non avviene.
È questo il monito lanciato a conclusione della tappa campana da Goletta Verde, la celebre campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del COOU, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati. L'istantanea regionale che si evince dai risultati delle analisi dell'equipe di biologi di Legambiente è stata presentata questa mattina in conferenza stampa a Napoli, presso la Stazione Marittima da Stefano Ciafani, Vice Presidente nazionale di Legambiente, Giancarlo Chiavazzo, Responsabile Scientifico Legambiente Campania e Antonio Mastrostefano, Direttore Strategie, Comunicazione e Sistemi del COOU.
Due punti critici riportati dalle analisi dei biologi di Goletta Verde nella provincia di Caserta: nel comune di Mondragone, in località Lungomare Mondragone, presso la Foce torrente Savone, i risultati indicano acque fortemente inquinate e nel comune di Castelvolturno dove, presso la Foce Regi Lagni i valori di Escherichia Coli sono stati rilevati talmente alti da risultare non classificabili.
Un altro elemento importante di cui tener conto è la temperatura dell'acqua rilevata nel corso del nostro monitoraggio. Lungo la costa campana la temperatura media misurata è stata di 28°C, 2 gradi più alta del valore storico di riferimento che riportava massimi estivi di 26°C, con picchi che hanno raggiunto anche i 30°C. E proprio l'eccessivo riscaldamento dell'acqua è tra le cause scatenanti dei numerosi casi di mucillagine di questi giorni che riguardano il Golfo di Napoli ma anche altri tratti della costa, notizia riportata quasi quotidianamente alle cronache regionali.
"I dati evidenziano lungo la costa regionale un sistema di depurazione ancora per lo più inefficace, sintomo di una politica che fino ad oggi ha visto il mare come una risorsa unicamente da sfruttare e dove riversare ogni genere di rifiuti - afferma Stefano Ciafani, Vice Presidente nazionale di Legambiente. Queste incresciose circostanze si ripetono in Italia da nord a sud, ma la Campania è purtroppo vittima di un numero impressionante di reati ed illegalità protratti ai danni del mare. La regione è infatti - sottolinea Ciafani - prima assoluta a livello nazionale, confermando la leadership dello scorso anno, con 2.387 infrazioni totali, il 18,2% del totale nazionale. Tra queste particolarmente grave è il dilagare dell'abusivismo edilizio, dove con 476 infrazioni registrate solo lo scorso anno, si registra il 15% dei reati nazionali commessi in questo settore. La Regione deve svolgere un ruolo guida nel supportare gli Enti preposti agli accertamenti e le Amministrazioni locali nel ripristino della legalità, per sanare le carenze e risolvere criticità consentendo di svolgere l'importante compito di tutelare l'integrità ambientale e la salute di cittadini e turisti."
Le cause di particolari manifestazioni che giustamente attirano l'indignazione di cittadini e bagnanti, quali ad esempio le colorazioni anomale delle acque o la presenza in superficiedi aggregati schiumosi o mucillaginosi e di rifiuti grossolani, sono principalmente da attribuire alla forte carenza dei sistemi depurativi a servizio delle città.

Qualche numero sulla depurazione desunto dalla rielaborazione di Legambiente su dati ARPAC 2011 può ben rendere idea dello stato di profonda criticità: in Provincia di Caserta dove sono operativi un numero complessivo di 102 impianti di depurazione, di cui 3 comprensoriali di grandi dimensioni (regionali), agli ultimi controlli sono risultati per il 65% "non conforme" alle disposizioni di legge. Inoltre hanno ricevuto per il 38% una valutazione "pessima", per il 47% "da migliorare" e solo per il restante 15% "buona"; in Provincia di Napoli i controlli svolti nel 2011 ai 6 grandi impianti comprensoriali (regionali) presenti sono risultati per il 44% non conformi; in Provincia di Salerno, dove sono operativi circa 200 impianti di depurazione, su 74 controlli svolti nel 2011 il 57% è risultato "non conforme".
"La fotografia scattata da Goletta Verde non ci lascia affatto sorpresi - hanno commentato Michele Buonomo, presidente di Legambiente Campania e Giancarlo Chiavazzo,responsabile scientifico Legambiente Campania. Che il sistema depurativo di questa regione è insufficiente e manchevole è una realtà acclarata, come si evidenzia dall'inquinamento che si riscontra alla foce dei fiumi e non solo. Quello però che ci sorprende è il fatto che la Regione non ritenga importanti le attività di controllo, punto di partenza obbligato per la formulazione di corrette politiche a tutela dell'ambiente. I dati dell'ARPAC, purtroppo, oltre che le criticità agli impianti di depurazione, svelano un quadro di profonda crisi, oramai agonia, in cui versa la stessa Agenzia regionale. Non è infatti posta nelle condizioni di svolgere le attività obbligatorie demandate dalla legge, sottodimensionata come personale è in procinto di perdere altre 130 e più unità a scadenza di contratto, manca di una direzione organica volta alla razionalizzazione e valorizzazione delle competenze presenti. È per questo motivo - concludono Buonomo e Chiavazzo - che il nostro appello va alla Regione affinché non solo dia una vera svolta alla realizzazione dei Servizi Idrici, tra cui quelli depurativi, ma avvii anche una decisa azione di potenziamento dell'ARPAC".

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