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Terra fuochi: l'area sospetta e' solo il 2%. Vietata da subito la vendita di prodotti agricoli in 24 Comuni della provincia di Caserta

Caserta - Vietata da subito la vendita di prodotti agricoli provenienti dalle aree a rischio nella Terra dei Fuochi, mentre si ridimensiona l'allarme sull'area dei roghi dei rifiuti, degli sversamenti e degli smaltimenti abusivi, fra Napoli e...

Vietata da subito la vendita di prodotti agricoli provenienti dalle aree a rischio nella Terra dei Fuochi, mentre si ridimensiona l'allarme sull'area dei roghi dei rifiuti, degli sversamenti e degli smaltimenti abusivi, fra Napoli e Caserta. Il Governo ieri ha presentato i risultati scientifici delle indagini sulla mappatura dei terreni destinati all'agricoltura della Campania. Su un totale di 1.076 chilometri quadrati di terreni 'mappati' in 57 comuni prioritari (33 nella provincia di Napoli e 24 in quella di Caserta) solo il 2% - cioè 21,5 km quadrati, di cui 9,2 destinati all'agricoltura - sono "aree ritenute sospette". I ministri delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, della Salute, Beatrice Lorenzin, e dell'Ambiente, Gian Luca Galletti assieme al presidente della regione Campania Stefano Caldoro presentano le conclusioni dell'indagine, secondo cui ci sono 51 i siti per cui è necessario proporre "misure di salvaguardia per garantire la sicurezza della produzione agroalimentare", per un totale di circa 65 ettari, chiarisce Martina. Viene messo in chiaro che "da subito" - sottolinea Lorenzin - è vietato vendere prodotti ortofrutticoli dei terreni classificati ad un certo rischio 'elevato' (3-4-5). La vendita dei prodotti da zone a rischio "è consentita ad almeno una di queste condizioni: che le colture siano state già oggetto di controlli ufficiali con esito favorevole negli ultimi 12 mesi; che siano state effettuate indagini, su richiesta e con spese a carico dell'operatore, dall'Autorità competente, con esito analitico favorevole".
"Grazie ai risultati della mappatura dei siti nei territori indicati dalla Direttiva interministeriale dello scorso 23 dicembre, abbiamo individuato le aree su cui dobbiamo intervenire. Con il decreto di oggi possiamo mettere in campo azioni incisive e nei prossimi 90 giorni provvederemo ad ulteriori accertamenti. Da subito bloccheremo la vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni dei 51 siti che sono stati classificati a rischio. La nostra attenzione per questa terra rimane altissima e per questo giovedì sarò a Castel Volturno insieme al Corpo forestale dello Stato".
Così il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina, durante la conferenza stampa che si è svolta questo pomeriggio a Palazzo Chigi a Roma, nel corso della quale sono stati presentati i risultati delle indagini svolte nella Terra dei fuochi ed è stato firmato dal Ministro Martina insieme al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin e al Ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, il decreto interministeriale.
"Tutelare la salute dei cittadini, garantire le imprese che operano sul territorio e salvaguardare l'ambiente. Con la firma di questo decreto vogliamo raggiungere - ha spiegato Martina - questi obiettivi attraverso un percorso condiviso perché l'operazione che vogliamo portare avanti nella Terra dei fuochi è impegnativa e richiede il contributo di tutti per creare dei veri presidi di legalità".
Sulla base delle informazioni raccolte ed integrate, grazie agli esami presentati oggi in conferenza, è stato messo a punto un modello scientifico che contiene la classificazione delle classi di vulnerabilità dei suoli relativamente alla qualità delle produzioni agricole:
CLASSE A - idoneo alle produzioni alimentari;
CLASSE B - limitazione a determinate produzioni agroalimentari in determinate condizioni
CLASSE C - idoneo ad altre produzioni non alimentari;
CLASSE D - divieto di produzioni agricole.

Il decreto interministeriale prevede che entro 90 giorni verranno effettuate indagini dirette a indicare:- i terreni "no food" (e quindi interdetti da produzione alimentare);- quelli destinati solo a colture diverse dalla produzione agroalimentare in considerazione delle capacità fitodepurative;- destinati solo a determinate produzioni agroalimentari.Le indagini dovranno essere svolte partendo dai terreni qualificati nella classe di rischio 5 fino alla classe 2.
Nelle more dell'esecuzione delle indagini dirette, è vietata l'immissione in vendita dei prodotti ortofrutticoli dei terreni classificati a rischio (classi di rischio 3 - 4 - 5). L'immissione sul mercato delle singole colture è consentita ad almeno una di queste condizioni: a) che le colture siano state già oggetto di controlli ufficiali con esito favorevole negli ultimi 12 mesi; b) che siano state effettuate indagini, su richiesta e con spese a carico dell'operatore, dall'Autorità competente, con esito analitico favorevole.

Ecco i 57 comuni considerati a rischio: PROVINCIA DI NAPOLI (33 COMUNI)
Acerra, Afragola, Caivano, Calvizzano, Casalnuovo di Napoli, Casamarciano, Casandrino, Casoria, Castello di Cisterna, Cercola, Crispano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Marano di Napoli, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mugnano di Napoli, Napoli, Nola, Palma Campania, Pomigliano d'Arco, Qualiano, Roccarainola, San Giuseppe Vesuviano, Sant'Antimo, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Striano, Terzigno, Villaricca

PROVINCIA DI CASERTA (24 COMUNI)
Aversa, Carinaro, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Caserta, Castelvolturno, Cesa, Frignano, Villa di Briano, Gricignano di Aversa, Lusciano, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Orta di Atella, Parete, San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Sant'Arpino, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Villa Literno

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