Ambiente

Passariello (Imprese del Sud): Dopo il Vino l'Olio, il nostro Made in Italy sotto attacco

Napoli - Dopo il grido di allarme, da noi lanciato nei giorni scorsi per le produzioni vitivinicole, ora la speculazione dei prezzi si è trasferita sull'Olio di produzione nostrana – dichiara Sergio Passariello, Presidente di Imprese del Sud...

Dopo il grido di allarme, da noi lanciato nei giorni scorsi per le produzioni vitivinicole, ora la speculazione dei prezzi si è trasferita sull'Olio di produzione nostrana - dichiara Sergio Passariello, Presidente di Imprese del Sud, l'associazione imprenditoriale che intende tutelare gli interessi delle imprese meridionali. La situazione è drammatica! - afferma Passariello, negli ultimi 5 anni il prezzo dell'olio è sceso circa del 35% mentre i costi di produzione per gli agricoltori sono aumentati, con una conseguente riduzione di reddito di circa il 45%.
Con questo trend - continua Passariello - si rischia un progressivo abbandono della coltivazione dell'ulivo, considerando che a partire da quest'anno, saranno drasticamente ridotti gli aiuti comunitari al settore.Nel lungo periodo, invece, - precisa Passariello - la svolta potrebbe concretizzarsi con l'adozione di specifici provvedimenti che dovrebbero essere adottati per il riconoscimento della valenza ambientale di questa coltura nonché interventi di incentivazione e sostegno appropriati e non estemporanei.

A fronte di questo problema e delle altre richieste di aiuto da parte di molte associazioni di categoria, - dichiara Giovanni Corleone di Imprese del Sud Puglia - l'assessore Stefano, ad esempio, della Regione Puglia, si limita ad affermare che bisogna aggregare la produzione del prodotto.E allora - precisa Corleone - chi meglio della politica, della Regione e del suo assessorato potrebbe farlo, promuovendo politiche di aggregazione e strategie di marketing, magari investendo anche parte di quei 118 milioni di euro del PSR 2007 - 2013 che rischiano di essere disimpegnati a fine anno?
Non è possibile che altre Regioni italiane del Nord, come Toscana e Umbria, - conclude Passariello - pur producendo olio in quantità e qualità inferiore rispetto alle nostre Regioni del Sud, siano riuscite a far affermare i loro prodotti nei mercati nazionali ed internazionali, nei menù di ristoranti importanti, sulle migliori tavole europee e le nostre Regioni, stiano scegliendo invece di abbandonare a se stessi i produttori di olio, disinteressandosi di una crisi che li sta mettendo letteralmente in ginocchio.

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