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Poliziotti corrotti dai narcos per far arrivare la droga nel casertano | IL VIDEO

 

Un asse tra l'Africa e Castel Volturno per l'importazione di eroina in Italia, con contatti costanti tra i capi africani e quelli casertani. E' questo uno degli aspetti più importanti dell'operazione condotta dai carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal capitano Emanuele Macrì, insieme alla stazione di Grazzanise, che ha portato all'arresto di 16 persone - 14 africani e due italiani (di Latina e Roma) - ed al sequestro di circa 19 chili di eroina per un valore commerciale stimato tra i 600 ed i 700mila euro. 

Le indagini, avviate nel 2015 e che nel corso di 4 anni hanno portato all'arresto di altre 19 persone in flagranza di reato, hanno consentito di scoprire la rotta della "brown sugar" che partiva dal Pakistan ed attraverso l'Africa  arrivava a Castel Volturno, centro nevralgico per lo smistamento della droga, da dove poi veniva ceduta a pusher che provvedevano a venderla al dettaglio in tutta Italia (a Napoli, Caserta, Roma, Cagliari, Latina, Palermo e Firenze).

Il sistema d'importazione prevedeva l'utilizzo di "corrieri ovulatori" che, utilizzando valigie con doppi fondi o ingerendo gli ovuli (in qualche caso si è arrivati anche ad 1 kg di eroina trasportata nello stomaco), la trasportavano verso l'Italia. Dalle intercettazioni telefoniche è emersa anche la connivenza di agenti di polizia e dipendenti della dogana africani che, corrotti dai trafficanti, erano disposti a chiudere un occhio e far passare i corrieri della droga.

Dai riscontri investigativi, inoltre, sono emersi contatti costanti tra i capi nel casertano, a Castel Volturno e Villa Literno, ed uno all'estero (in Ruanda). Circostanza che ha portato alla contestazione dell'aggravante della transnazionalità, cioè del reato commesso da un gruppo criminale organizzato impegnato in attività illecite in più di uno Stato.

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