L'addio al calcio di Floro Flores. "Volevo fare la storia di Caserta". Il presidente: "Qui è casa tua" | FOTO

Emozioni e lacrime nel giorno dell'addio ufficiale all'attività agonistica dell'attaccante

La conferenza stampa di addio al calcio di Antonio Floro Flores

Un’ora circa, intensa, di ricordi, racconti, emozioni hanno scritto uno dei momenti più toccanti della recente storia della Casertana. Dopo l’annuncio ufficiale pubblicato tramite social, Antonio Floro Flores ha incontrato la stampa, i suoi compagni di squadra, i tifosi e lo staff dirigenziale rossoblù nella sala ‘Mario Iannotta’ dello stadio Pinto. Per dire a viva voce le motivazioni che lo hanno spinto a dare addio al calcio giocato. Tre mesi fa circa aveva usato lo stesso strumento per annunciare che se si fosse reso conto che non aveva più la possibilità, avrebbe detto addio, rinunciando anche ad un contratto ancora in essere e che lo avrebbe proiettato più avanti di due anni, al quale oggi rinuncia per non tradire la sua filosofia di vita. In apertura l’ufficio comunicazioni della Casertana ha predisposto ed irradiato un filmato nel quale erano proiettate nell’ordine le immagini dei suoi gol più significativi in oltre 20 anni di carriera ad altissimi livelli; i saluti e gli auguri per il prosieguo delle sue attività da tanti ex compagni di squadre ed allenatori che lo hanno avuto alle loro dipendenze; l’in bocca al lupo dei suoi attuali compagni ed infine quello della sua famiglia – con la moglie, giunta appositamente da Udine e dei quattro figli.

“Non riesce ad emozionarmi così neanche Maria De Filippi” ha esclamato Antonio con un filo di voce e qualche lacrima che cominciava a solcargli il viso.  In attesa che si riprendesse dall’emozione prendeva la parola il presidente D’Agostino che ringraziava il suo calciatore – da lui fortemente voluto – anche se forse era lecito aspettarsi qualcosa in più. Ma purtroppo le recenti vicissitudini patite dall’attaccante non gli hanno permesso di rendere al top. “Ma al di là delle sue prestazioni calcistiche – ha detto il presidente – quello che ci ha legato a lui in questi 18 mesi sono state le sue dote umane, la sua umiltà, il suo condividere il progetto societario. Tutto ciò ci induce ad invitarlo, qualora lo ritenga opportuno a considerare il suo prosieguo con noi, sotto la veste che lui deciderà di indossare. La Casertana è la sua casa e se vorrà potrà proseguire qui la carriera che intenderà intraprendere”.

Gli ha fatto eco il direttore Salvatore Violante che ha rimarcato ancor di più il legame instaurato in questi pochi mesi vissuti insieme e sottolineando che la scelta fatta dal calciatore è una azione degnissima per rispetto verso se stesso, la sua famiglia e tutta la realtà rossoblù, dalla dirigenza ai compagni di squadra, dallo staff tecnico ai tifosi. Infine è toccato a lui, ancora emozionato, ancor incredulo per la reazione che la sua decisione ha provocato in poche ore, con le innumerevoli attestazioni di stima e di affetto, pervenutegli da ogni dove. “Avevo previsto di fare un lungo discorso – esordiva Floro Flores – ma ora che dovrei farlo, non trovo le parole adatte. Quando arrivai qui (6 settembre 2018, ndr) c’erano allo stadio 4000 persone, il più grosso rammarico è quello di non aver più ripetuto quella esperienza. Avrei voluto fare molto di più ma mi son dovuto arrendere alla impossibilità di essere all’altezza. In tutte le città in cui sono stato ho sempre lasciato un ricordo positivo, avrei voluto essere determinante e decisivo anche per le sorti della Casertana. Perché qui ho incontrato una realtà che mi ha dato tanto”.

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Rivolgendosi alla signora Teresa non ha nascosto di aver avuto un grande esempio dalla famiglia D’Agostino per il modo di lavorare e perseguire gli obiettivi. “Voglio ringraziare tutti i miei compagni che mi hanno sempre fatto sentire uno di loro, mi hanno aspettato nei momenti di difficoltà, mi hanno incoraggiato e supportato in qualsiasi occasione. Il rammarcico più grande della mia ultraventennale esperienza? Non essere riuscito a restare più a lungo al Napoli. Mi crearono attorno un alone che mi allontanò presto dalla squadra per cui impazzzivo da ragazzino. Il rifiuto alla Juventus? Preferivo giocare, essere protagonista in realtà anche più piccole anziché andare a fare la riserva a Del Piero. Il calcio che mi vide nascere era molto migliore rispetto a questo che lascio. L’esperienza spagnola mi ha insegnato molto perché tra le tante altre cose mi ha fatto capire che altrove si punta sempre a crescere, molto meno qui in Italia”. Era arrivato a Caserta con tanto clamore Floro Flores, va via con altrettanta eco, perché tutto ciò fa parte del suo stile di vita. E non poteva uscire di scena come un comprimario, ma da autentico protagonista.

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