Il sindaco ha pronto un nuovo imprenditore per la Casertana

Si lavora nell'ipotesi in cui D'Agostino confermasse la volontà di andare via a fine stagione. I tre indizi che portano all'imprenditore Turco già patron della Volalto

Nicola Turco e Carlo Marino

“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. La celeberrima frase di Agatha Christie calza a pennello per spiegare quello che sta avvenendo nelle ultime settimane sull’asse stadio Pinto-Palazzo Castropignano, tentando di dare una spiegazione all’astio che si è scatenato tra il presidente della Casertana Giuseppe D’Agostino ed il sindaco Carlo Marino.

Una tensione sfociata in accuse molto forti che si sono rimpallate per la delicata vicenda della chiusura dello stadio ai tifosi in occasione della partita Casertana-Juve Stabia, col presidente D’Agostino che ha annunciato la volontà di lasciare il Capoluogo. 

IL PRIMO INDIZIO. Le tensioni tra Comune e società sportiva vanno avanti da tempo. D’Agostino e Marino non hanno mai avuto buoni rapporti, gli incontri tra i due si contano sulle dita di una mano, nonostante parliamo di una società di calco che milita in un campionato professionistico (dopo anni di buio nei Dilettanti). Eppure il sindaco non ha mai cercato un dialogo vero con D’Agostino. Marino, pur pressato da diversi esponenti della sua maggioranza dopo la delicata vicenda della chiusura dello stadio agli ospiti ed alle minacce del presidente di lasciare la Casertana, non ha mai perso l’aplomb. Come se fosse tranquillo, sapendo di avere “una carta da giocare” nel momento del bisogno.

IL SECONDO INDIZIO. Quella sicurezza che ti potrebbe dare solo l’aver già in mano un altro imprenditore pronto ad investire nel pallone. Una persona fidata, col quale si ha un legame stretto. Un amico. Come quello che ti soccorre in caso di difficoltà. Come ad esempio Nicola Turco, il patron della Volalto 2.0 e di Teleprima, che proprio nei giorni caldissimi di Casertana-Juve Stabia, coi tifosi che inveivano contro il sindaco di Caserta, rilasciò una dichiarazione sibillina: “Premesso che ai tifosi della Casertana porto rispetto non solo per quello che fanno perla Casertana ma perché ebbi il piacere di conoscere il capo ultras - affermò il 3 marzo - sono convinto che c’è un dispiacere da parte di tutti per questa vicenda delle porte chiuse. Chiedo a tutti di abbassare i toni e mettere avanti il bene della città e della casertanità. Sediamoci attorno ad un tavolo e troviamo tutti insieme una soluzione”.

IL TERZO INDIZIO. Parole che lasciavano intendere un tentativo da parte dell’imprenditore di intavolare un dialogo coi tifosi, oggi schierati (in larga parte) a fianco del presidente D’Agostino che ha avuto il merito di evitare la fine del calcio a Caserta dopo il periodo difficile dell’imprenditore Giovanni Lombardi ed i vari passaggi di società che hanno rischiato seriamente di far sprofondare la squadra tra i dilettanti. Ed è qui che si innesca il terzo indizio, quello che, secondo l’Agatha Christie pensiero, rappresenterebbe la prova. Una frase ufficiale a corredo dell’annuncio di due nuovi sponsor nazionali che starebbero per firmare l’accordo con la Volalto 2.0. “Questo mette il club anche in condizione di guardare anche ad altri orizzonti sportivi senza tralasciare la Pallavolo a Caserta”. L’idea che ne viene fuori, appunto, è quella di un Nicola Turco pronto ad investire anche nel calcio a Caserta. Con l’appoggio, naturalmente, del sindaco Marino col quale non manca di pubblicare foto di incontri con cadenza quasi settimanale su Facebook proprio a testimoniare “l’amicizia” che li lega.

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