Dopo l’esultanza per lo stadio la Casertana pensa alla ristrutturazione tecnica

Vicino all'addio mister Ginestra e qualche big, si punta ad un campionato di transizione

Il mister Ciro Ginestra vicino all'addio

Non si è ancora spenta l’eco delle notizie relative ai lavori per il nuovo Pinto (o come sarà denominato) che altre notizie si affastellano nella bacheca della Casertana. All’entusiasmo registrato per il processo evolutivo del progetto di abbattimento e riammodernamento dell’impianto fanno riscontro i dubbi sulla costruzione della squadra chiamata ad affrontare il prossimo futuro. Come dire che l’aspetto tecnico della squadra e strettamente collegato (se non inevitabilmente conseguenziale) alla realizzazione del nuovo stadio.

D’altra parte il presidente D’Agostino, nella sua laconicità, è stato chiaro nel rispondere ad una domanda della stampa su quale Casertana ci si deve aspettare per affrontare il prossimo campionato: “i soldi ora servono – ha risposto il presidente – per lo stadio”. Come dire che dovremo aspettarci un campionato in tono dimesso per poi adeguare – come ha detto in altre occasioni – una squadra importante ad un impianto importante. Evidentemente questa asserzione fornita in sede di conferenza stampa nella sala consiliare era stata preventivamente annunciata anche allo staff tecnico rossoblù, poiché immediatamente si sono cominciate a diffondere notizie circa la simultanea precarietà del rapporto col tecnico Ciro Ginestra ed i suoi collaboratori.

Sono partite subito le indagini da parte della piazza per individuare il nome del suo successore e, nonostante tanti calciatori fossero ancora sotto contratto, hanno preso fiato le speranze di società che inserivano i loro nomi nelle liste degli obiettivi da raggiungere. E, a differenza di altre volte, non si registravano prontamente le smentite da parte di corso Trieste. Probabilmente, ascoltata l’antifona, Ginestra ha pensato bene, a ragion veduta, che non potendo dare corso al preventivato progetto di graduale crescita, di esternare le sue perplessità, ancor più in virtù di una spietata corte di altri blasoni, a cui non sono passate inosservate le peculiarità tecniche e le ambizioni dell’allenatore puteolano.

Forse a dettare le motivazioni di Ginestra è intervenuta anche l’altra dichiarazione del presidente D’Agostino che illustrando le mansioni del nuovo direttore generale Vincenzo Todaro, ha ribadito che la responsabilità della parte tecnica restava di piena competenza del direttore sportivo Salvatore Violante. Tra i due (Violante e Ginestra) pare che nell’ultimo periodo si sia creata qualche frizione, da qui la decisione di mettere fine al rapporto con l’allenatore. Che non sarà indigesta a D’Agostino poiché gli consentirebbe di sgravarsi di ingaggi onerosi dal momento che ad un anno di distanza potrebbero trovare altre sistemazioni per i vari Castaldo (inseguito dalla Turris), D’Angelo (finito nel mirino di Sambenedettese e Teramo) o Zito che dopo il riscatto ritrovato quest’anno si è riabilitato egregiamente agli occhi di squadre che puntano in alto.

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Insomma allo stato delle cose la situazione è chiara: non si può avere 'la botte piena e la moglie ubriaca' e finché le sinergie dovranno essere dedicate alla mastodontica opera che farà invidia all’Italia intera, non ci saranno molte risorse per allestire, per ora, una squadra che possa puntare da subito al salto di categoria.

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