Casertana, D'Agostino s'appella ai tifosi: "Vinciamo insieme le gare. Anche il sindaco allo stadio"

"Giochiamoci i play off e poi, comunque andrà, ripartirà il progetto e questa volta come dico io”

Il presidente D'Agostino durante l'intervista a 'Radio Prima Rete'

Delusioni, amarezze ma anche progetti futuri per la Casertana nelle parole del presidente Giuseppe D’Agostino alla trasmissione speciale di ‘Calcisticamente Parlando’ in onda sulle frequenze di Radio Prima Rete Stereo. Invitato ed intervistato dal direttore dell’emittente Vincenzo Gazzillo il patron rossoblù ha spaziato a 360° su quanto ha caratterizzato il cammino dei falchetti nella stagione che sta per concludersi, ma soprattutto per il futuro della società. Inevitabilmente sia il conduttore che lo stesso D’Agostino hanno espresso il loro cordoglio per la scomparsa dello storico tifoso rossoblù Ciro Vergone, sottolineando che si arricchisce sempre più in paradiso la folta schiera di personaggi che hanno orbitato attorno alla Casertana.

“Non ci penso proprio ad abbandonare il progetto – ha subito rotto gli indugi il presidente – poiché ciò significherebbe un fallimento ed io non sono abituato a lasciare in sospeso i progetti intrapresi. Piuttosto partivano da lontano i disegni per far fallire la Casertana e per fortuna siamo corsi ai ripari in tempi utili per scongiurare il piano. E ciò ci è costato tanto, non solo in termini economici, ma anche nel mettere in campo sinergie e sforzi non comuni. Ricordo solo che mi son sobbarcato i costi di parcelle per avvocati che avevano difeso la Casertana in 4-5 cause e che non avevano onorato. Ora ditemi voi, se non ho permesso che questi signori mandassero alla deriva la società sportiva più importante della provincia posso mai farlo io?”.

Gazzillo lo ha stuzzicato sul fatto che la squadra non ha raccolto i risultati preventivati alla vigilia e soprattutto la piazza rimprovera alla società scelte tecniche non proprio felici… “Mi assumo la responsabilità di quanto fatto, dall’inizio della mia gestione ad oggi – ribatte D’Agostino – è facile criticare il sottoscritto o Martone per quanto accaduto, ma gli errori commessi sono figli di scelte operate sia in buona fede, sia alla luce della esperienza che piano piano stiamo maturando. Ora dobbiamo chiudere questa stagione nella migliore dei modi, poi si ripartirà con una nuova stagione ma questa volta la programmazione sarà tutta mia e di sicuro non ricalcherà gli errori fatti in passato”.

Da buon giornalista il conduttore pone l’accento su qualche buccia di banana che ha provocato delle scivolate nei rapporti con la stampa e con il dialogo con la piazza non sempre idilliaco. “Abbiamo adottato il silenzio stampa – rivela D’Agostino – perché ad un certo punto la situazione stava degenerando e qualcuno intendeva speculare su qualche aspetto. E’ stata colpita tutta la categoria dei giornalisti anche se riconosco che la stragrande maggioranza di essi avevano tenuto un comportamento corretto. Ai giornalisti ho sempre dato la massima disponibilità al dialogo, garantendo sempre ed unicamente la verità. Non tutti hanno inteso correttamente questo comportamento”.

Poi sono cominciati ad arrivare i primi messaggi dei tifosi. La maggior parte ha accolto con estrema soddisfazione questa apertura del presidente al dialogo con la piazza, ma non sono mancate le domande specifiche su alcuni temi. E così D’Agostino ha avuto modo di smentire le voci che lo hanno accostato alla Sambenedettese o al Foggia e ancor più il presunto contatto con Pierpaolo marino per affidargli la responsabilità della gestione del club.

Non è mancato chi ha chiesto come mai è stato ceduto Alfageme. “Un ragazzo eccezionale – ha risposto il presidente – che ancora oggi mi chiama e mi incita a non mollare. Ma purtroppo in questa squadra aveva poco spazio, ha preferito un club in rinascita, dove può essere maggiormente incisivo e con un contratto biennale: al suo posto avrei fatto la stessa scelta”.

Nodo cruciale della pacata chiacchierata è stato il rapporto col sindaco di Caserta Carlo Marino ed ancor più diffusamente del problema stadio. “Non ho mai litigato con Marino – ha svelato D’Agostino – ma non posso nascondere qualche vivace scambio di opinione. Che hanno trovato convergenze negli ultimi periodi. Vi posso annunciare che domenica prossima il primo cittadino sarà al Pinto a vedere la partita. Un’altra persona che mi è stata sempre particolarmente vicina, dimostrandomi il sostegno in qualsiasi momento, è il presidente della Provincia Giorgio Magliocca: la sinergia tra le istituzioni e la società può partorire un progetto veramente importante per il futuro della Casertana. Per quanto riguarda lo stadio il confronto si sta sviluppando in maniera estremamente positiva. Sapete che il Pinto è interessato ai lavori richiesti per le Universiadi, ma subito dopo ci metteremo al lavoro per dotarlo delle strutture necessarie per adeguarlo alle esigenze necessarie per ben figurare in un campionato professionistico. La piazza che sostituisce la Curva Sud, la pista di atletica, il manto sintetico saranno oggetto di progetti a lunga distanza che abbiamo in parte già presentato, in parte nelle nostre intenzioni per sfruttarlo al meglio".

Quindi – interrompe il buon Gazzillo – D’Agostino non lascia, bensì raddoppia? “Improvvisare non serve a niente – ribatte il patron rossoblù – io non sono abituato a lasciare le cose a metà, ma siccome so bene che la Casertana non è una cosa esclusivamente mia, l’esperienza mi impone di fare cose importanti o è meglio lasciar perdere. Se ci saranno le condizioni si va avanti ma facendo tesoro degli errori commessi finora”.

Musica per le orecchie degli ascoltatori e dei tifosi. A questi ultimi D’Agostino rivolge un accorato appello. “Domenica il Pinto dovrà essere una bolgia. A Castellammare ci annullarono il secondo gol non perché l’arbitro lo riteneva irregolare, bensì perché fu tale il putiferio che si scatenò al Menti che il direttore di gara ci penalizzò. Così dovrà essere pure contro il Siracusa e contro il Potenza. Ora sappiamo che il peggio è passato: facciamo quadrato tutti insieme perché la posta che ci stiamo giocando è altissima, recuperiamo tutti i calciatori, recuperiamo la fiducia degli scettici e andiamo a disputare i play off alla grande. Riusciremo o meno nell’impresa, non importa, è necessario crederci fino in fondo e da questo segmento di stagione buttare le basi per andare avanti con l’ambizione e con la volontà di costruire qualcosa di straordinario”.

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