Casertana-Avellino, torna il derby dopo 26 anni. Pronta la festa dei tifosi nel ricordo di Adriano Lombardi

Domenica al 'Pinto' una sfida che in campionato manca da tanti anni. Sugli spalti sarà spettacolo

Uno striscione che testimonia il legame tra Casertana ed Avellino

Dopo ben 26 anni torna il derby tra Casertana ed Avellino. Il derby per eccellenza quello più sentito e atteso dai supporters delle due squadre che hanno dovuto aspettare tantissimo derby per ritrovarsi sugli spalti di uno stesso campo per supportare sì i rispettivi colori, ma al tempo stesso intonare reciproci cori di fratellanza ed affetto. Una amicizia che dura da tempo atavico, sempre più rinsaldata nel tempo, mai incrinata da alcun fattore contingente che pur avrebbero potuto minare il gemellaggio.

Il rispetto e la stima reciproca non è mai venuto a mancare e molto spesso i sostenitori dell’una e dell’altra squadra si sono recati ‘in trasferta’ ad incitare la squadra dei fratelli. I tifosi rossoblù hanno celebrato altri gemellaggi (Ternana, Cosenza) nel corso degli anni, ma quello coi fratelli avellinesi ha un sapore tutto particolare, anche se i più giovani non hanno mai potuto assistere allo ‘scontro’ dal vivo.

La sfida partita negli anni ’40, dopo un iniziale periodo in cui le due squadre erano accomunate dalla stessa categoria, ha subito un lungo stop a partire dagli albori degli anni 70, quando l’Avellino del presidente Iapicca cominciò una scalata vorticosa che la portò dapprima in Serie B e poi accomodarsi per 10 anni in Serie A. Una squadra che riuscì a superare con determinazione e dignità sia lo scandalo del calcio scommessa (penalizzata di 5 punti e con la salvezza all’ultima giornata) sia il tremendo terremoto che mise in ginocchio dell’intera Irpinia (23 novembre 1980). Poi nel 1988 inizia la discesa implacabile che la porta prima in Serie B per qualche anno (nel 92-93’ il derby con la Casertana che intanto era approdata in cadetteria) e poi piano piano verso altre vicissitudini che cancella pagine di calcio eroico, destinato a restare negli annali.

La risalita con il presidente Cosimo Sibilia provoca ancora il ritorno in cadetteria per cui la Casertana che nel contempo conosceva tempi bui con il fallimento dopo la gestione Cuccaro era costretta ancora a guardare dal basso la gemellata società. Purtuttavia, tenendosi a distanza le due società non disdegnava di affrontarsi in amichevole allorquando le condizioni lo permettevano. Ricordiamo un test precampionato agli inizi del 2000 con la formazione allestita da Capuano avere la meglio al Pinto sui biancoverdi di Zeman fino ad arrivare al 17 gennaio del 2017 quando i rossoblù di Tedesco mandarono al tappeto l’Avellino di Novellino con una doppietta di Giannone.

Nel frattempo però c’è stato spazio anche per due match di Coppa Italia: il primo nel 1991 (0-0 al Partenio e l’1-0 al ritorno col gol di Benny Carbone) e falchetti qualificati al turno successivo disputato contro l’Inter al San Paolo e poi quello del 10 agosto del 2015 con il rotondo 3-0 a favore degli irpini di Tesser che schieravano in attacco i casertani Tavano e Trotta.

Insomma un amarcord di tutto rispetto tra le due società ma ancor più una festa ad ogni occasione sugli spalti. Spettacolo coreografico che non mancherà di certo domenica dal momento che in Irpinia si stanno già organizzando per una trasferta da ricordare a lungo per i 500 tifosi che hanno la possibilità di accaparrarsi i biglietti messi a disposizione e a Caserta non è da meno l’entusiasmo e la calorosa accoglienza che i tifosi della Casertana stanno predisponendo per l’avvenimento.

Da tempo ormai le leggi sulla pubblica sicurezza prevedono settori separati tra le opposte tifoserie: per domenica di sicuro non c’è bisogno della distinzione, sarebbe ancor più bello che gli spettatori potessero assistere alla gara spalla a spalla, come succede in tanti stadi europei dove la maturità ed il buon senso ormai già sono una cosa normale nel mondo del calcio. Squadre e supporters avranno la possibilità di unirsi in un unico ideale abbraccio, al quale non sarà sottratto virtualmente un grande del calcio che ha contribuito non poco alle fortune delle due: Adriano Lombardi.

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