Dieci capolavori della letteratura da leggere almeno una volta nella vita

Romanzi consigliati per trascorrere piacevolmente il vostro tempo a casa

Ci sono romanzi nella storia della letteratura mondiale che vanno letti almeno una volta nella vita. Spesso, però, gli impegni ed i ritmi quotidiani ci rendono impossibile questo ameno piacere. E se il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri si trasformasse in un'opportunità per farlo? Potremmo approfittare per dedicare tempo a noi stessi ed immergerci in un mondo di parole. Non sapete cosa leggere? Ecco i nostri consigli sui "classici" da non perdere.

1. Don Chisciotte della Mancia, di Miguel de Cervantes

Appassionato di romanzi cavallereschi, l'hidalgo Don Chisciotte è convinto di essere un cavaliere errante e parte alla ricerca della sua Dulcinea, in sella a un ronzino e armato di un elmo di cartone. Ad accompagnarlo nel suo viaggio c’è Sancho Panza, fido scudiero, con il quale condividerà improbabili avventure in giro per tutta la Spagna. Con questo romanzo, Cervantes testimonia la crisi di fiducia del suo tempo e l’inadeguatezza della nobiltà dell’epoca nel fronteggiare un mondo senza ideali. 

2. Il Conte di Montecristo, di Alexandre Dumas

Nella Francia della Restaurazione, Edmond Dantès viene falsamente accusato di bonapartismo e arrestato nel giorno delle nozze, alle soglie di una brillante carriera navale. Durante la sua prigionia, Edmond conosce l’abate Faria, misterioso e provvidenziale compagno di carcere che lo porterà, dopo quattordici anni, a riguadagnare un’insperata libertà, accompagnata da una favolosa ricchezza. Da quel momento, Edmond avrà davanti a sé un solo scopo: la vendetta nei confronti degli autori della sua rovina. Il Conte di Montecristo è il romanzo più completo di Dumas, una sorta di testo vivente in cui si intrecciano e coesistono il contesto storico, le vicende individuali, la realtà e l'immaginazione.

3. 1984, di George Orwell

Una lucida e agghiacciante rappresentazione del totalitarismo e uno dei migliori libri mai scritti. 1984 è ambientato in un futuro distopico dove tutta la popolazione mondiale è perennemente controllata dal Grande Fratello, che nessuno ha mai visto ma i cui cartelloni sono appesi ovunque. Winston Smith è uno dei funzionari che lavorano al Ministero della Verità, responsabile della censura di qualsiasi tipo di comunicazione non in linea con la politica ufficiale. Nonostante il suo lavoro e l’apparente calma, Smith comincia a non tollerare più la costante presenza del regime e comincia a scrivere un diario.

4. Cent'anni di solitudine, di Gabriel Garcìa Marquez

La famiglia Buendía è raccontata per sette generazioni a partire dal suo capostipite, José Arcadio, fondatore della città di Macondo alla fine del XIX secolo. Le vite dei famigliari si incrociano e si delineano in un universo di solitudini evocato dalla prosa ricca, elaborata e suntuosa tipica dell’autore. Cent'anni di solitudine diventa il più grande successo di Gabriel García Márquez nonché una delle opere più significative del Novecento.

5. Delitto e castigo, di Fedor Michajlovic Dostoevskij

È davvero un delitto eliminare una persona se quella morte può andare a beneficio di molti e salvare la vita di tante persone? L’opera ci accompagna nel processo psicologico del giovane Raskol'nikov, che decide di uccidere una vecchia strozzina per salvarsi la vita, forte della sua superiorità morale e dell’idea di essere nel giusto. Un viaggio nelle profondità della mente umana sullo scenario della Pietroburgo della seconda metà dell’800.

6. Alla ricerca del tempo perduto, di Marcel Proust

L’opera più importante di Marcel Proust, un capolavoro della letteratura universale per l’ambizione che l’autore vuole realizzare: comprendere l’essenza del tempo per sfuggirne le costrizioni. Un tripudio di emozioni analizzate dall’abile penna dell’autore. Racconta i suoi ricordi, i moti della sua anima per farci capire la realtà che vive, ricca di introspezione, amore, dolore e tradimenti, alla costante ricerca della conquista della sua vocazione letteraria. I personaggi sono finemente analizzati e la società è resa nelle sue più profonde sfaccettature.

7. Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar

L’imperatore romano del II secolo ci viene raccontato come mai prima d’ora. Marguerite Yourcenar immagina che Adriano scriva in vecchiaia una lettera all’amico Marco Aurelio – suo futuro nipote adottivo – in cui ripercorre tutta la sua vita, i trionfi, le sconfitte, la sua passione per la poesia, le arti e la cultura e il suo amore per il giovane amante Antinoo, in un’epoca storica in cui non si credeva più agli dei e la nuova religione cristiana non aveva ancora preso piede.

8. Il barone rampante, di Italo Calvino

Questa è la storia di Cosimo di Rondò, vissuto a Ombrosa, in Liguria, nella seconda metà del XVIII secolo. Il giovane Cosimo stanco dei continui rimproveri dei suoi educatori decide un giorno di sfuggirgli nascondendosi in cima a un albero. Il problema però, è che decide di non scendere mai più. Cosimo passerà la sua vita tra le fronde più alte degli alberi dove costruisce tutto un mondo, destando meraviglia e ammirazione in chiunque scopra la sua storia.

9. Moby Dick, di Herman Melville

La balena bianca più famosa della storia della letteratura. Herman Melville racconta l'epico inseguimento del Capitano Achab a Moby Dick come se fosse un incrocio tra l’Antico Testamento, un thriller, un’opera shakespeariana e un trattato di zoologia metafisica. E lo fa con descrizioni memorabili che rimangono nella mente per il resto della vita. Un capolavoro della letteratura americana e mondiale da leggere assolutamente.

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10. Uno, nessuno e centomila, di Luigi Pirandello

Tutta l’esistenza di Vitangelo Moscarda è messa in crisi da una casuale osservazione della moglie sul suo naso: è un po’ storto. Lui non se n’era mai accorto prima e con questa nuova consapevolezza la sua identità è distrutta. La narrazione è portata avanti principalmente da monologhi dello stesso protagonista rivolto al lettore. Il risultato è un romanzo amaro, intriso del profondo umorismo di Pirandello, che porta all’estremo la scomposizione di un personaggio, come mai era stato fatto prima.

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