Livelli di colesterolo LDL come nei bambini prevengono ictus e infarto

Napoli - Un nuovo farmaco, evolocumab, appena approvato in Italia, ha dimostrato per la prima volta che ridurre al massimo i livelli di colesterolo LDL, fino 20 o 30 mg/dL riduce in maniera significativa gli eventi cardiovascolari maggiori...

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Un nuovo farmaco, evolocumab, appena approvato in Italia, ha dimostrato per la prima volta che ridurre al massimo i livelli di colesterolo LDL, fino 20 o 30 mg/dL riduce in maniera significativa gli eventi cardiovascolari maggiori, compresi infarto, ictus e rivascolarizzazione coronarica che scendono rispettivamente del 27%, del 21% e del 22%. Tali risultati, presentati all’ultimo congresso mondiale di cardiologia e pubblicati contestualmente sul New England Journal of Medicine, aprono nuovi scenari nella lotta alle malattie cardiovascolari sui quali si confrontano prontamente le maggiori eccellenze della cardiologia di tutto il sud Italia.

Il 27 e il 28 Marzo si svolge a Napoli il convegno “Inibitori del PCSK9 – (r)EVOlution nella terapia delle dislipidemie”.

“L’ipercolesterolemia è il primo fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari, che sono la causa di circa 300mila morti in Italia ogni anno. Solo in Campania sono 15.000 ogni anno i ricoveri per infarti del miocardio, dei quali il 45% sono più gravi e richiedono un’angioplastica primaria” afferma Marino Scherillo Vice Presidente della Fondazione di Ricerca Cardiovascolare “Per il tuo Cuore” e Direttore della Cardiologia presso l’Azienda Ospeliera di Rummo di Benevento nonché Presidente del Convegno di Napoli.

“La mortalità per infarto è scesa al 5% grazie alle terapie e alla nostra eccellenza ospedaliera, ma fuori dall’ospedale lo scenario cambia: la mortalità raddoppia a tre mesi e triplica a un anno. Il mancato controllo dei livelli di colesterolo LDL in un paziente ad alto rischio, che ha già avuto un infarto, fa salire del 30% il rischio di un re-infarto. Segno evidente che molto può e deve essere ancora fatto per proteggere cuore e arterie. Gli ultimi studi con evolocumab ci hanno dimostrato che livelli di colesterolo LDL bassi come quelli di un neonato, 20 o 30mg/dL riducono in maniera importante il rischio di eventi maggiori quali ictus, infarto e rivascolarizzazione coronarica. Probabilmente dovremo rivedere al ribasso i target di riferimento attualmente raccomandati dalle linee guida.”

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Approvato dall’Agenzia Italiana del Farmaco in regime di rimborsabilità, Evolocumab è il primo anticorpo monoclonale in cardiologia, capostipite di una nuova classe di farmaci, gli inibitori del PCSK9. In associazione a statine e/o ezetimibe, è indicato per i pazienti adulti con forme severe e resistenti di ipercolesterolemia primaria (incluse le forme familiari eterozigote ed omozigote) e in quelli con dislipidemia mista che non riescono a tenere sotto controllo i livelli di colesterolo LDL nonostante la terapia ipocolesterolemizzante massimizzata. Evolocumab è inoltre indicato per coloro che sono intolleranti alle statine.

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