LAVORO
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Pomigliano d'Arco
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"Procedura di messa in mobilità per 15 dipendenti". L'annuncio è stato dato oggi da Nicola Di Raffaele, Presidente della Enam Spa, società a capitale pubblico che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti a Pomigliano d'Arco.
"In considerazione del mutato quadro normativo, in virtù del quale per la gestione del servizio pubblico locale è stato introdotto un regime di concorrenza fra tutte le aziende interessate (Nuovo Regolamento sui Servizi Pubblici Essenziali) e le aziende operanti nel settore sono tenute al rispetto del Patto di Stabilità – ha affermato Nicola Di Raffaele - il complesso e critico quadro di riferimento impone all'azienda ENAM S.p.A. l'imprescindibile necessità di attuare una complessiva riorganizzazione della propria struttura operativa, nell'ambito di un piano di intervento finalizzato ad ottimizzare il ciclo produttivo, onde renderlo competitivo nella prospettiva di una realtà fortemente concorrenziale, anche mediante la cessazione delle attività e funzioni non più strategiche, lo snellimento delle procedure e la riduzione dei costi strutturali e del personale relativo a funzioni ed attività non più ritenute sostenibili. L' ENAM S.p.A. comunica di voler dare avvio alla procedura di mobilità individuando complessivamente 15 dipendenti, strutturalmente in esubero rispetto alle attuali esigenze produttive".
"I motivi tecnici, organizzativi e produttivi per i quali si ritiene di non poter adottare misure idonee a porre rimedio all'eccedenza evitando in tutto o in parte il ricorso alla procedura di messa in mobilità – ha continuato Di Raffaele - consistono nella necessità di un intervento radicale immediato sulla struttura dei costi fissi della Società e sulla cessazione definitiva di alcune attività e funzioni che non lascia spazio alle conversioni o assorbimenti dei lavoratori interessati in altre mansioni o ad altre manovre di salvaguardia ; riconversioni che, peraltro, non risulterebbero più
possibili in tempi brevi, neppure in relazione alla specificità delle competenze e professionalità richieste dalle attività su cui la Società deve focalizzarsi.
L'estensione e l'entità della ristrutturazione aziendale impediscono, inoltre, l'attuazione di altri strumenti volti ad evitare la collocazione in mobilità dei lavoratori quali, ad esempio, contratti di solidarietà e forme di part-time, non realizzabili in ragione delle specializzazioni che hanno le maestranze coinvolte".
"Neppure il ricorso alla CIGS appare una misura idonea alternativa alla riduzione del personale – ha concluso Di Raffaele - in ragione del carattere strutturale e definitivo degli esuberi conseguente alla riorganizzazione che sarà attuata, di talché è inevitabile il ricorso alla procedura di mobilità. E' un passo significativo verso il risanamento".