Inps nega indennità di accompagnamento a paziente affetta da Alzheimer
di Gino Aldi (Psicoterapeuta)
Venerdì 3 Settembre 2010
CITTADINI
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Caserta
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"Ho letto l'articolo che riguarda lo sfortunato caso del tetraplegico di Saviano. Debbo testimoniare che un sopruso simile l'ho dovuto vivere sulla pelle di mia madre che si è vista negare l'indennità di accompagnamento nonostante fosse affetta da Alzheimer. Il caso è ancora più grave perché per effetto di un Decreto Ministeriale (D.M. del 2 agosto 2007) i pazienti Alzheimer non devono essere sottoposti a visita di rivedibilità in quanto trattasi di malattia che può solo peggiorare e mai migliorare. La non applicazione di questa norma e la grave imperizia e negligenza di un paio di medici che hanno disatteso la documentazione che comprovava un deterioramento mentale ormai grave ha comportato l'interruzione dell'erogazione di accompagnamento. Ho chiesto spiegazione alla INPS e alla Asl CE 1 ricevendo dalla prima precise risposte ed una subitanea visita medica nella quale medici più attenti e competenti non hanno potuto fare altro che verificare la gravità della situazione di mia madre. Purtroppo, per effetto dell'iter burocratico che si mette in moto a seguito di un esito negativo della visita, ancora oggi non è stato ripristinato l'assegno di indennità ed altro tempo passerà. Ciò costringe i poveri malati a far fronte personalmente a spese di assistenza che spesso sono ingenti. Ho chiesto spiegazione alla U.O. di medicina Legale e alla direzione sanitaria della ASL ma non ho ricevuto nessuna risposta. Poiché non è stata applicata una legge dello stato e non si è voluto fornire risposta al cittadino ho provveduto a denunciare alla magistratura l'accaduto per verificare se sia stato commesso il reato di rifiuto di atti di ufficio. L'ho fatto soprattutto per la indignazione conseguente alla superficialità e al disprezzo e al senso di impunità con cui questi uffici trattano il dolore e le difficoltà di tanta gente. Sono francamente alla ricerca di altri casi similari per costituire un gruppo di cittadinanza attiva che sappia meglio tutelare i propri diritti contro questi misfatti. La stampa libera dovrebbe darci una mano contribuendo a diffondere notizie sui diritti lesi e promuovendo il senso di cittadinanza. Invio in allegato informazioni più dettagliate sul caso. Se interessa potrete ricavarne un articolo di denuncia che spinga altri cittadini in simili condizioni ad attivarsi o a contattarmi. Nelal speranza di scuotere il lassismo terrificante nel quale ormai stiamo affogando".
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