CINEMA
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Giffoni Valle Piana
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"Dirigere un film è una cosa molto dura da fare, a prescindere dal cognome che porti".
Parola di Jordan Scott, figlia di uno dei miti del cinema, Ridley Scott, creatore di capolavori
come "Blade Runner", "Alien" e "Il gladiatore" (la madre è la produttrice e regista televisiva
Sandy Watson). Alla 40esima edizione del Giffoni Film Festival, in anteprima assoluta
per l'Italia, domani si vedrà, dopo molte polemiche, "Cracks", diretto dalla 32enne
inglese Jordan, già descritto come 'film-scandalo' del festival per ragazzi. Inserito nella
categoria Elements+16, la fascia di età più alta della manifestazione, il film, tratto dal
romanzo omonimo di Sheila Kohler, è in realtà più paragonabile all'"Attimo fuggente"
che a un film scandalo. La pellicola segue un gruppo di ragazze in un collegio d'élite
inglese offrendo uno sguardo non convenzionale sulla psiche femminile. Una storia di
desiderio e di riscatto tragica e dolorosa, ambientata nel 1934. Sei ragazze formano il
gruppo esclusivo della squadra di tuffi della scuola e si contendono le attenzioni della loro
fascinosa insegnante, Miss G, interpretata dalla straordinaria Eva Green (già Bond Girl
in "Casino Royale" e, agli esordi, musa di Bernardo Bertolucci in "The dreamers"). Miss
G non è un'insegnante convenzionale: oltre che essere una femme fatale, è una donna
che adora infrangere le regole, fuma e ha un passato turbolento che emerge poco a poco.
La sicurezza ed i privilegi del capitano della squadra, Di (Juno Temple), la più vicina a
Miss G, vacillano all'arrivo di una bella ragazza spagnola, Fiamma (Maria Valverde), che
incanta l'insegnante e la spinge ad una sorta di ossessione. La gelosia scatenata dalla
nuova pupilla di Miss G cambierà per sempre le vite delle ragazze.
Jordan Scott, al suo quarto film dopo "All the invisible children", "Portrait" e "Never never",
mette nella pellicola molto della sua formazione di fotografa e affermata regista di spot
pubblicitari. "Cracks è stato molto interessante da girare –ha spiegato la Scott- per via
dei tanti e diversi temi che tratta. È meraviglioso il tema del passaggio all'età adulta e
della 'perdita dell'innocenza'. Sono rimasta affascinata dalla figura oscura, quasi da guru,
di Miss G e dalla latente ossessiva storia d''amore' che vive. Mi ha attirato così tanto
per certe sfumature che ricordano "Picnic ad Hanging Rock", "Creature del cielo" e "La
strana voglia di Jean"". Qua e là si vede l'impronta di papà Ridley (che figura produttore
esecutivo assieme al fratello Tony): la lenta costruzione della tensione e della morbosità
è abbastanza inconfondibile e quella frase pronunciata da Miss G "La cosa più importante
nella mia vita è il desiderio" è un po' un marchio di fabbrica della famiglia Scott.
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