SALUTE
|
Caserta
-
Mentre il mondo intero è distratto dal Disegno di legge sulle intercettazioni e
gli organi di stampa danno grande rilievo alla questione morale in politica e
all'emergenza "caldo estivo", in Campania si continua ad erodere il già basso
livello di assistenza sanitario ai cittadini.
E' di questi giorni, infatti, la notizia che ai medici di famiglia sta per essere
notificato un budget, che altro non è che un tetto di spesa, per la prescrizione
di farmaci, esami diagnostici e ricoveri per i loro assistiti.
L'iniziativa, che per l'ASL di Caserta è del Commissario Gambacorta, pare
sia conseguenza di un provvedimento regionale teso a rincorrere il Piano di
rientro dal deficit sanitario.
Lo SNAMI, Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, ha fatto osservare
che subordinare la salute a un mero conto finanziario, senza alcun riguardo
all'appropriatezza prescrittiva ed alla "economicità", comporta soltanto una
riduzione della capacità di curare il cittadino ammalato, con conseguenze
minime sulla riduzione reale della spesa.
Negli incontri avuti con l'Azienda Sanitaria Locale di Caserta, infatti, tutte
le organizzazioni sindacali, SNAMI in testa, hanno dato parere sfavorevole
all'iniziativa, dando la loro disponibilità alla elaborazione di un sistema di
controllo dell'appropriatezza, alternativo al provvedimento in questione.
Dato il risultato, il Presidente provinciale di Caserta, Pasquale Orlando, ha
dato incarico ai legali per l'impugnazione della delibera.
Lo SNAMI, inoltre, ha investito del problema anche il Presidente regionale
della Campania, Giorgio Massara, affinché intervenga a livello degli uffici
dell'Assessorato.
Il risultato di questo tetto di spesa assegnato ai medici potrà avere come
conseguenza la necessità, per molti pazienti, di ricorrere alla sanità
privata, proprio in un periodo in cui la crisi economica ha ridotto in maniera
considerevole i redditi delle famiglie, specie nella nostra martoriata Regione.