ASSOCIAZIONI
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Napoli
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Quando la Politica non sa che dire rispolvera il Registro delle Unioni Civili.
Che tenerezza leggere dopo il Napoli Pride 2010 ( una delle più imponenti manifestazioni di piazza e di massa che Napoli ricordi) le dichiarazioni dei rappresentati istituzionali che, anziché rispondere alle sollecitazioni proposte dal movimento gay, rispondono al Sindaco di Napoli che fa il proprio mestiere istituzionale.
Che pena vedere una parte di mondo politico balbettare un po impacciato e un po contento come se si stesse parlando di modernità e non della politica del Mesozoico dei Diritti.
Il Sindaco di Napoli, continua a dire sempre la stessa cosa, che l'Ente Locale farà qualcosa di rilevante solo quando lo Stato ( a cui spetta il Diritto - Dovere Costituzionale di fare le leggi) disciplinerà anche cosa spetterà fare ai Comuni. Chi può darle torto?
Infatti, all'inizio degli anni 90, un movimento gay sgangherato, proponeva alle neo amministrazioni locali di centro sinistra l'istituzione di un registro ( un modo per contare e censire ) per tutti e anche valevole per le coppie gay.
Il senso era dare un peso ad una richiesta che poi doveva andare al Parlamento per essere ascoltata o rigettata.
Alcuni comuni italiani hanno istituito Registri, ma essi non hanno avuto ascolto ed eco nazionale.
Essi, quindi, hanno avuto un puro valore simbolico ed sono stati improduttivi di cambiamento nella vita dei cittadini e nella politica nazionale, danneggiando l'interesse collettivo, lasciano apparire questa battaglia come cosa indispensabile per le persone gay. le persone lesbiche e le persone trans e non una ulteriore garanzia per chi non si riconosceva nel matrimonio.
Cosa ha portato questa battaglia? Matrimonio, Pacs, Dico , Cus , NULLA!
Ed oggi, con una piattaforma politica Napoli Pride 2010, universalmente riconosciuta tra le migliori mai prodotte e nella quale si parla di tutto fuorché di Registro delle Unioni Civili, la politica locale rimane sorda, ceca e pure claudicante, ripetendo come una liturgia del nulla una cosa che non serve a nessuno e nessuna, se non messa in un quadro normativo nazionale di riferimento - come sosteneva il Sindaco.
Ma che ci vuole a capirlo?
E' finito il tempo dei matrimoni simbolici con la fascia arcobaleno e la politica un po' intellettuale di chi concede diritti come dispense, o di chi ha bisogno un po' di notorietà politica per poi non fare nulla per i problemi delle persone.
A tutti loro, noi diciamo NO al Registro.
Vogliamo che gli amministratori comunali facciano quello che serve a noi e non quello che simbolicamente serve solo a Loro.
La gente del pride non l'hanno ascoltata, hanno solo contato le persone ed ora vogliono fare la gara a chi l'ha detto per primo ( qualcosa di GAY) e chi, per primo, non ha dimostrato coerenza!
Per Napoli, noi chiediamo altro.
Noi vogliamo più risorse, investimenti, un Comune che funzioni e che paghi contributi in modo regolare e non dopo 3 anni.
Vogliamo licenze libere, lotta alla camorra e all'assenteismo.
Vogliamo strade pulite, negozi aperti fino a tardi e città con metropolitane che funzionano fino a tardi.
Vogliamo funicolari che non chiudano alle 21 30, vogliamo il centro storico pulito e di tutti.
Vogliamo aiuole pulite, prati verdi e bus in orario.
Vogliamo refezioni ai bambini ed accoglienza ai migrati.
Vogliamo migliori servizi sociali e rilancio del turismo, anche gay.
Vogliamo una città solidale e che contenga i gay e le lesbiche e le trans.
Leonardo impegno, Presidente del Consiglio Comunale, ci spieghi come può esistere un regolamento comunale sulla istituzione delle Consulte di Pari Opportunità illegale e fuori dalle Pari Opportunità che prevede solo le donne, scambiando la commissione di GENERE in pari opportunità.
Si facciano cose concrete, atti duraturi e si aiuti la giunta ed il Sindaco a portare Napoli nell'Europa dei Diritti.
Le persone Gay, Lesbiche e Trans non sono polli da spennare, voti da accalappiare ma cittadini da rispettare!.