ECONOMIA
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Caserta
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Ad un punto di svolta la vicenda Despar, la catena di 41 supermercati che fa capo alle società Cavamarket spa e Gds srl del Gruppo Della Monica, aggredita da procedure fallimentari pendenti presso il Tribunale di Salerno.
Oggi, infatti, è stata formalizzata la proposta di acquisizione da parte della casertana "2C spa" dei rami di azienda delle due società salernitane e in questo senso sono stati ufficialmente informati anche i rappresentanti sindacali dei circa 1100 dipendenti del gruppo.
Nell'ambito del piano concordatario predisposto dalle società in crisi, infatti, la "2C Spa", con sede in Pastorano, costituita allo scopo da due noti imprenditori ben radicati sul territorio, ha formalizzato l'intenzione di acquisto dei 41 punti vendita Despar (o di quelli che saranno ancora operanti al momento della cessione) oltre che del riassorbimento immediato di 600 dipendenti ed un successivo e graduale piano di rientro dei rimanenti.
Gli imprenditori casertani che hanno dato vita alla "2C spa" sono capitani di solida esperienza patrimoniale che hanno peraltro già dimostrato non comuni capacità manageriali. Si tratta, infatti, di Rosario Caputo, presidente della Ibg spa, che imbottiglia e commercializza per il Sud Italia Pepsi Coca e altri marchi di affermate bevande, oltre che presidente di Gafisud (la società di garanzia fidi di emanazione confindustriale) e patron della Iuve Caserta Basket (squadra che milita in serie A ed è in corsa per lo scudetto), e Carlo e Castrese Catone, padre e figlio, noti imprenditori del settore della logistica e dei trasporti, con base a Capua, e un recente importante insediamento logistico anche a Parma.
La catena del marchio Despar è il terzo gruppo in Campania nel settore specifico per numero di punti vendita e volume d'affari: 41 strutture commerciali e circa 150 milioni di euro di fatturato al 31 dicembre scorso. Prima della richiesta di liquidazione, le due società proprietarie dei supermercati (Cavamarket Spa, con sede in Salerno alla Via Brun, titolare di 33 strutture e Gds Srl, con sede sempre in Salerno alla Via Brun, titolare di altri 8 supermercati) davano lavoro, senza tener conto dell'indotto, a circa 1.100 dipendenti, che attualmente sono in cassa integrazione.
Contro le società – come si è detto - sono state avviate procedure esecutive e sono state proposte istanze di fallimento che pendono innanzi il Tribunale di Salerno. La crisi del gruppo è emersa in tutta la sua evidenza con l'inizio di quest'anno, quando il passivo delle due società titolari dei marchi è stato valutato intorno ai 100 milioni di euro. Una difficoltà finanziaria che ha comportato da un canto la chiusura di molti punti vendita, mentre in altri casi, a seguito del mancato pagamento dei canoni di locazione delle strutture, i proprietari hanno richiesto la risoluzione dei contratti di fitto degli immobili nei quali l'attività veniva esercitata.
Complesso, evidentemente, il progetto industriale di salvataggio del gruppo. Infatti, allo scopo di salvaguardare i dipendenti ed i creditori, Gds e Cavamarket, unitamente ad altre società del Gruppo Della Monica, proporranno innanzi il Ministero per lo Sviluppo Economico ed al Tribunale di Salerno istanza per la procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi della cosiddetta Legge Marzano (D.L. 23.12.2003 n. 347).
Il programma di ristrutturazione prevede la soddisfazione dei creditori attraverso un concordato con cessione di beni immobili e delle aziende di titolarità di Cavamarket e di Gds, che evidentemente è condizionato all'esito delle consultazioni sindacali della procedura di amministrazione straordinaria o di concordato preventivo.