SALUTE
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Napoli
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Domenica prossima 22 novembre 2009 (ore 11), nella sede dell'Associazione Medici Cattolici Italiani (Amci)-sez. San Luca di Napoli (presso l'Istituto dei Padri Gesuiti alla Cappella Cangiani, in Napoli), si svolgerà un incontro-dibattito sul "Testamento biologico", con la presenza del Sen. prof. Raffaele Calabrò, relatore del disegno di legge sulla disciplina normativa della materia.
Presiede: prof. Aldo Bova (presidente Amci San Luca e vicepresidente nazionale Amci).
Modera: prof. Raffaele Pempinello, vicepresidente Amci San Luca.
L'incontro, preceduto dalla Santa Messa celebrata dall'assistente spirituale, Padre Vincenzo Pezzimenti, alle ore 10, rientra nel quadro degli impegni dell'anno sociale 2009-2010 dei medici cattolici napoletani e campani.
"La vita umana è inviolabile ed indisponibile. L'alimentazione e l'idratazione, anche parenterali, quando raggiungano il fine per cui vengono somministrate, ovvero apportino liquidi e sostanze nutritive utilizzabili dall'organismo, rappresentano la doverosa ed ineludibile cura dovuta a ciascun essere umano -dichiara il prof. Aldo Bova, ribadendo il pensiero, già espresso da tutta la Presidenza nazionale dell'AMCI-. Nessun medico può essere obbligato a mettere in atto o a sospendere una terapia contrariamente al proprio convincimento clinico ed etico. Le volontà del paziente, ben conosciute in un corretto rapporto di alleanza terapeutica, sono sempre da tenersi in profonda e rispettosa considerazione, ma non possono essere mai obbliganti, stante la libertà di cura del paziente assieme all'indipendenza del curante".
"I medici -continua il vicepresidente nazionale Amci- sono consapevoli dell'intrinseco errore insito sia nell'accanimento che nell'abbandono terapeutici, atti ben definibili dalla scienza e dalla clinica medica, e, ancora una volta, ne sottolineano la lontananza da un adeguato e corretto esercizio della professione".
"L'AMCI -conclude il prof. Bova- si augura che sia approvata presto una legge che eviti indebite ingerenze ideologicamente volte a far entrare nella prassi e nelle mentalità la liceità dell'eutanasia, attiva o passiva, mentre auspica che aumenti sempre più il dialogo franco tra competenze mediche ed aspettative dei pazienti, vero terreno di feconde intese e reciproca fiducia nella stessa società civile".