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Giovedì 30 Aprile 2009
Palcoscenico d’Argento: "La Moneta d'Oro" al Comunale
TEATRO
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Caserta –
Dopo il successo di "Sentinelle di Pace", questa sera alle ore 19 nel al teatro comunale di Caserta, "La Moneta d'Oro" la prima opera della trilogia la cui produzione è del laboratorio artistico "Fabbrica Wojtyla", del teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere.
I ragazzi della Fabbrica Wojtyla si esibiranno sul palco del Teatro Comunale di Caserta.
Ad invitarli l'amministrazione comunale di Caserta. Lo spettacolo rientra all'interno della rassegna Palcoscenico d'Argento" un importante progetto per gli anziani, portato avanti dall'assessora alle Politiche Sociali Adriana D'Amico e dall'assessore alla Cultura Fierro del Comune di Caserta.
Regia, testi e musiche di Patrizio Ranieri Ciu.
Da un magico armadio escono le Golden Girls: Giovanna Gravino e Roberta Razzano, insieme a Ida Massaro, coreografia di Bernadette Di Rubbio. Voce lirica Abele Leonardo. I piccoli protagonisti sono: Cesco Russo, Federica Marino, Antonella Marino, Giusy Cipullo, Alessia Silvestrin, Giusy Russo, Chiara Fiore, Rossana e Roberta Brustia, Annamaria Marino, Eugenio De Cesare, Dario Di Cintio, Ada Signore, Appia Corvino, Laura Lillo, Giuseppe Rolli, Mariano Viggiano, Silvia Confù, Giulia Merola.
La Moneta d'Oro, è una tragicommedia, ambientata in una casa famiglia. La commedia fa capire come oggigiorno siamo sempre più presi dal bisogno di garantire il nutrimento ed un tetto sotto il quale far dormire i bambini finiti nelle case famiglia, ma non si fanno i conti con i sentimenti, con le emozioni che essi vivono e dei reali bisogni affettivi e non solo materiali di cui hanno bisogno.
Una realtà che purtroppo invade le nostre città. Ma a questi bambini che rappresentano il nostro futuro, possiamo dare qualche cosa in più, la speranza di un futuro migliore, possiamo regale un sogno per trasformare anche il presente doloroso, in un momento di magica attesa.
E' questo il pensiero del regista Patrizio Ranieri Ciu, impegnato in un importante lavoro con i ragazzi della "Fabbrica Wojtyla", con il suo progetto del teatro totale e della parola, all'interno del teatro Garibaldi con la nascita del laboratorio artistico che ha portato in scena anche altre due commedia, che chiudono la trilogia: "Via sentimento n.19", "Sala d'Attesa".
L'inizio della Moneta d'Oro non è molto felice: luci basse, bambini vestiti di stracci privati anche del cibo, costretti a sopportare severe punizioni per l'avidità della direttrice, interpretata magistralmente da Clementina Gesumaria, nelle vesti di Madame, la quale ha al suo fianco un marito ancora più abietto e avido, don Pasquale, interpretato da Peppe Fiore.
Fa da assistente lo zio sordomuto (Serio Arconte) che non può andare incontro ad alcuna esigenza o istanza da parte dei bambini costretto ad obbedire agli ordini della direttrice che tiene sotto la sferza della sua bacchetta i piccoli, il marito, lo zio e quanti entrano nella sua casa. Anche alla nuova insegnante (Roberta Astuti ) non interessa nulla dei ragazzini se non lo stipendio a fine mese. Ai piccoli inquilini della casa famiglia non viene garantita neppure l'igiene, tant'è che alla cameriera (Marya) interessa solo sculettare, non spolverare.
Ma poi le preghiere di questo gruppetto di sfortunati vengono esaudite e dall'armadio spunta un mago (Giovanni Della Valle), il quale anche se ancora apprendista ce la mette tutta per far funzionare la sua bacchetta. Con la polverina magica, invece, farà risplendere i cuori gretti e senza luce di Madame e dei suoi scorbuti collaboratori, arrivando così ad un finale scintillante. Così sarà l'amore a far rispolverare quella moneta d'oro che ciascuno di noi riceve ma che poi mette in fondo ad un cassetto, in mezzo ad altre chincaglierie, dimenticandosi di aver lì nascosto un tesoro.
E' questa la morale della favola, è questo che insegna il teatro totale e della parola. E' questo il vero tesoro dei giovani e dei bambini della Fabbrica Wojtyla, che sta producendo dei lavori importanti suscitando ed attirando l'interesse anche di registi romani e di attori professionisti come Letizia Piva e Alessandra Falucchi, grandi interpreti che hanno lavorato in "Sala d'Attesa" con i bambini della Fabbrica Wojtyla.
Fonte : comunicato stampa
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